La cella d'isolamento e' stato l'ultimo posto che lo ha visto vivo. La sua vita e' finita in un luogo angusto e drammatico. Un detenuto napoletano ristretto nel carcere di Brucoli, ha deciso di togliersi la vita impiccandosi con i lacci delle scarpe .

Dopo le decine di casi registrati nel 2011, anche il nuovo anno si e' aperto all'insegna dei decessi volontari dietro le sbarre. A meta' del mese di gennaio se ne contano gia' 4. Il dolore per la morte del detenuto che sottolinea, ancora una volta, l'incapacita' dello Stato italiano di garantire una progionia in linea con il rispetto dei diritti umani solleva anche una serie di interrogativi senza risposte.
Tutti sanno che in carcere i lacci delle scarpe, cosi' come le sciarpe e altro materiale che i ristretti (soprattutto se in una cella di isolamento) potrebbero usare per farsi del male non sono ammessi, sono vietati. Perche', allora, la vittima del carcere di Brucoli li aveva? E perche' non sono stati fatti i dovuti controlli per vedere se, in qualche modo, se li fosse precurati per vie traverse?
Domande che, probabilmente, resteranno senza risposta ma, intanto, le condizioni di vita difficili nei penitenziari italiani hanno fatto un'altra vittima.
Intanto, il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri incontrera' i sindacati di polizia per parlare di riforma della Legge 121, pensioni e decreto "svuota carceri ".