E' morto a soli 28 anni in un carcere. La storia dal triste epilogo e' quella che ha come protagonista un detenuto italiano trovato senza vita nella sua cella, nel penitenziario di Imperia.
Una morte sulla quale si sta tentando di far luce. Colto da malore il ristretto non si e' piu' risvegliato. E le domande sorgono spontanee: ha avuto tutta l'assistenza che meritava? E' una morte che poteva essere evitata?
Una morte sulla quale si sta tentando di far luce. Colto da malore il ristretto non si e' piu' risvegliato. E le domande sorgono spontanee: ha avuto tutta l'assistenza che meritava? E' una morte che poteva essere evitata?
Dai primi accertamenti, sarebbe morto per cause naturali. Il direttore del carcere, Nicolo' Mangraviti, ha comunque disposto nuove verifiche.
In un periodo in cui di carceri si sente solo parlare in termini di sovraffollamento e scarsita' di risorse mille i dubbi.
Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe ha commentato ricordando le dure condizioni di vita nel carcere di Imperia.
In un periodo in cui di carceri si sente solo parlare in termini di sovraffollamento e scarsita' di risorse mille i dubbi.
Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe ha commentato ricordando le dure condizioni di vita nel carcere di Imperia.
''Questa ennesima morte di un detenuto – commenta Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe – testimonia ancora una volta la drammaticita' della vita nelle carceri italiane. Rinnovo l'auspicio che la classe politica si dia da fare per una nuova politica della pena. Come dimostrano anche gli eventi critici avvenuti nel corso del 2010: parliamo di 13 episodi di autolesionismo, di 3 tentati suicidi, 11 soggetti che hanno in essere ferimenti, 12 scioperi della fame e 2 episodi violenti che hanno determinato danneggiamenti di beni dell'Amministrazione Penitenziaria".















