La giustizia italiana? Un manichino pronto per essere ghigliottinato. Questo e' il simbolo enigmatico scelto dai Radicali, in occasione della manifestazione indetta a piazza Pantheon, a Roma per rappresentare lo stato in cui versano le nostre aule di tribunale.
Dei numeri ha parlato la deputata Rita Bernardini: "Oltre 10 milioni di procedimenti civili e penali pendenti, una popolazione penitenziaria che si avvicina alle 68 mila unita' in spazi che potrebbero contenere non piu' di 45 mila detenuti".
"Il Ministro non ha aggiunto che per queste ragioni – ha proseguito Bernardini – l'irragionevole durata dei processi e le condizioni letteralmente criminali in cui sono tenuti i nostri detenuti, siamo stati condannati in continuazione in questi ultimi decenni in sede europea. Il Ministro non ha aggiunto che siamo nella piu' totale illegalita'. Quando ci si trova nella piu' totale illegalita' bisognerebbe rimuovere immediatamente le cause che la generano. Questo in Italia non viene fatto da anni".
La richiesta dei Radicali e' una "riforma strutturale che possa rimettere in moto la giustizia, che costa tantissimo ai cittadini italiani".
I problemi della Giustizia sono strettamente legati a quelli delle carceri.
"Lo stato totale di abbandono della comunita' penitenziaria – ha aggiunto Bernardini – e' veramente impressionante. Alla fine del mese di luglio il Presidente della Repubblica aveva detto, ma poi sembra essersene dimenticato, che questa situazione e' qualcosa che ci umilia in Europa e che la classe politica avrebbe dovuto avere uno scatto". Secondo il movimento guidato dal leader Marco Pannella le misure del Ministro Severino "sono del tutto inadeguate".
"Quello che viene definito lo 'svuotacarceri' – ha concluso Rita Bernardini – in realta' fara' uscire dalle nostre prigioni illegali alla detenzione domiciliare non piu' di 3.300 detenuti, ma nell'arco di un anno. L'unica riforma strutturale e' quella dell'amnistia e dell'indulto".