Resta tesa la situazione nelle carceri italiane . Un detenuto ha aggredito un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Messina. Un atto che la dice lunga sulla condizione in cui versano i penitenziari nell'Isola, ormai al collasso.
''Ieri un assistente di polizia penitenziaria e' stato improvvisamente aggredito da un detenuto ristretto al cosiddetto 'Reparto Medicina' del carcere di Messina – ha riferito Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria - Il collega, nel pieno svolgimento delle proprie mansioni, nel chiudere una cella, e' stato improvvisamente e letteralmente preso per il collo, col chiaro tentativo di strangolarlo''.
"Tutto cio' – prosegue Capece – rientra in un'escalation di eventi critici che oltre a destabilizzare ordine, sicurezza e disciplina, comportano anche delle conseguenze al personale sia sul piano fisico che psichico, in quanto, oltre a dover espletare l'attivita' lavorativa in condizioni critiche e disagiate, vi e' la conseguenza sul lato umano, con ripercussioni anche nel contesto familiare ed affettivo''.
La preoccupazione e' legata al fatto che, l'ultimo episodio di Messina, secondo il sindacalista, non e' caso isolato. La carenza di risorse in termini di uomini e mezzi nel settore penitenziario non aiuta. "Solo qualche giorno fa – ha aggiunto Capece- nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, un internato ha aggredito un ispettore di Polizia Penitenziaria, strappandogli letteralmente con un morso la falange del dito mano destra''.
"Negli ultimi anni il Sappe ha particolarmente monitorato la casa circondariale di Messina - spiega ancora il Sappe – ricevendo il piu' totale ed assordante silenzio da parte degli organi competenti per risolvere alcune tematiche, in particolar modo un sovraffollamento di detenuti che attualmente supera i 400 presenti, ovvero il doppio della capienza regolamentare ma ancora piu' grave e' la carenza di personale di polizia penitenziaria, piu' volte denunciata a tutti i livelli ed anche attraverso manifestazioni, ma che a nulla sono valse''.















