Il Senato ha approvato il decreto-legge sul sovraffollamento delle carceri presentato dal ministro della giustizia Paola Severino. Con 226 voti a favore e 40 contrari il decreto ottiene quindi il via libera per l'approvazione della Camera.

A votare si' sono stati i partiti del Pdl, Pd e Terzo Polo, mentre si sono schierati contro quelli della Lega Nord e dell'Idv. Gli astenuti sono stati otto. Nel decreto e' prevista al chiusura entro il 31 marzo 2013 degli Ospedali psichiatrici giudiziari, ossia gli ex manicomi criminali, e il ricorso agli arresti domiciliari, una misura che, nelle parole del ministro Severino, servirebbe a svuotare le carceri. 

IL SOVRAFFOLLAMENTO ARGOMENTO DELL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO -  "C'e' una priorita' su cui il governo si e' particolarmente impegnato e che voglio sottolineare: la tragica situazione carceraria, una realta' che, come ha detto il Presidente della Repubblica, 'ci umilia in Europa e ci allarma". A dirlo il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo in occasione dell'inaugurazione dell'anno Giudiziario. "Stipare 68mila detenuti – scrive Lupo – in condizioni logistiche adeguate a 45mila persone e' palesemente incompatibile con i principi della Costituzione e della Convenzione per i diritti umani, principi che non possono ammettere deroghe nemmeno in nome delle difficolta' economiche. Siamo di fronte ad un limite che attiene al senso di umanita' e, dunque, a quel minimo che va rispettato perche' il nostro Paese conservi il suo posto tra le nazioni civili. Non sara' l'aumento, pur necessario, dei posti carcere che condurra' il sistema al punto di equilibrio. Cio' che e' indifferibile e', da un lato, la riduzione del ricorso alla pena carceraria e alla custodia cautelare in carcere e, dall'altro, l'aumento di misure alternative al carcere. L'emergenza carceraria – conclude Lupo – chiama in causa innanzitutto il legislatore, che pare troppo condizionato dalla perdurante concezione panpenalistica che assegna la risposta penale, la sanzione di ogni comportamento deviante quando e' invece indispensabile un drastico sfoltimento delle previsioni penali".