Prima ha aggredito due agenti poi ha tentato di togliersi la vita. Il sovraffollamento nelle carceri italiane spinge i detenuti anche a questo. Il fatto appena descritto e' successo nel penitenziario di Messina.
Esasperato il ristretto si e' ribellato in maniera estrema. A riferirlo in una nota stampa la Uil Penitenziari che spiega: "Ieri sera un detenuto ristretto alla Casa Circondariale di Messina, C.C., ha aggredito e ferito, senza apparenti ragioni, un agente ed un ispettore della polizia penitenziaria. Successivamente nel corso della nottata ha tentato il suicidio ed e' stato necessario ricoverarlo d’urgenza al Policlinico di Messina".
Eugenio Sarno, Segretario Generale della UIL penitenziari, ha spiegato che, dopo essere stato messo in una cella singola, il ristretto ha infierito su se stesso provocandosi "una lacerazione all'addome procurata con una lametta, talmente profonda che ha interessato anche lo stomaco. Il detenuto, prontamente soccorso dal personale di polizia penitenziaria, e' stato inviato d'urgenza al policlinico di Messina dove e' stato sottoposto ad intervento chirurgico".
"E' del tutto evidente che le condizioni degradate e degradanti del Gazzi di Messina alimentano una deriva di violenza – aggiunge Sarno – Dopo la visita che ho effettuato in quella struttura nello scorso febbraio non ho mancato di denunciarne con dovizia di particolari le condizioni di fatiscenza ed insalubrita'. Ovviamente anche il sovrappopolamento della struttura concorre ad aggravare il quadro generale. Oggi si registra la presenza di 409 detenuti a fronte di una disponibilita' di circa 180 posti. Cio' origina quella promiscuita', gia' denunciata, tra detenuti comuni e pazienti negli ambienti di ospedalizzazione del Centro Clinico".
"E' del tutto evidente che Messina paga lo scotto di ataviche disattenzioni da parte dell'Amministrazione Penitenziaria – conclude il sindacalista – Anche sul fronte del personale non vanno certo meglio. Rispetto all’organico decretato mancano circa 50 unita', che in un quadro di emergenza, come quello attuale, concorrono ad ampliare le difficolta' operative".















