Alla fine di settembre 2010 la popolazione residente
in Italia ammonta a 60.545.940 abitanti. Rispetto all’inizio del
2010 si è registrato un incremento dello 0,34 per cento
, pari a
+205.612 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,5
per cento), del Nord-est (+0,48 per cento) e del Nord-ovest (+0,43
per cento).
Lo rende noto l’Istat nel Bilancio demografico mensile
relativo al periodo gennaio-settembre 2010.
I dati, che derivano
dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i
comuni italiani, "vanno considerati provvisori fino alla fine
dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del
comunicato stampa relativo al 'Bilancio demografico nazionale".
Il
movimento naturale fa registrare complessivamente nei primi nove
mesi del 2010 un dato negativo, pari a -22.349, con valori molto
vicini a quelli dei corrispondenti nove mesi del 2009, il cui dato
ammontava a -19.942.
Il saldo è negativo in tutte le ripartizioni,
con la sola eccezione delle regioni dell’Italia meridionale. Il
tasso di variazione del movimento naturale è pari, a livello
nazionale, a -0,4 per mille.
Nei primi nove mesi del 2010 si sono
avute 413.866 iscrizioni in anagrafe per nascita, con un decremento
di 8.301 unità rispetto agli stessi mesi del 2009 (-2 per cento),
più rilevante nelle regioni del Nord-Ovest (-2,7 per cento, pari a
3.098 nati in meno) e del Sud (-2,4 per cento, pari a 3.481 nati in
meno), mentre rimangono stabili i nati al Centro (71 nati in meno).
Il tasso di natalità, pari a 6,8 nati ogni mille
abitanti, si presenta più elevato della media nelle regioni
dell’Italia del Nord-est (7 per mille), del Nord-ovest e del
Mezzogiorno (6,9 per mille) e più basso in quelle del Centro e
delle Isole (6,7 per mille)
. Nello stesso periodo del 2010 si sono
avute 436.215 cancellazioni per morte, con un decremento di 5.894
unità rispetto all’analogo periodo del 2009.
Nei primi nove mesi
del 2010 i dati relativi al movimento migratorio con l’estero fanno
registrare un saldo positivo (+282.873), maggiore di quello degli
stessi mesi dell’anno precedente (+272.226), con un incremento del
3,9 per cento, concentrato nelle ripartizioni Meridionale (+24,3
per cento) e Insulare (+15 per cento), mentre al Centro si registra
un decremento (-3,2 per cento).
Tuttavia, conclude l'Istat, il
tasso migratorio estero, pari al 4,7 per mille a livello nazionale,
ha assunto i valori più elevati nell’Italia Centrale (6 per mille)
e nelle due ripartizioni del Nord (5,6 per mille), mentre nelle
ripartizioni Meridionale e Insulare ha registrato valori più bassi,
rispettivamente pari a 2,8 e 2,4 per mille.