In tempi di crisi è difficile creare lavoro, eppure piu' di un'azienda ne è stata capace. Sono duecento quelle che si sono distinte in Europa per dinamismo e capacità di creare nuova occupazione. Realtà che investono nell’innovazione, pensano ad esportare e riescono a crescere. Di imprese così, pure di questi tempi, ce ne sono anche in Italia. Sono sedici, infatti, le italiane riuscite a entrare nella prestigiosa classifica.
Nel complesso, le duecento “virtuose†hanno creato, tra il 2007 e il 2009 quasi trentamila posti (28.851). Così facendo hanno portato, a dicembre 2009, il volume della loro forza lavoro totale a una cifra pari a 175.671 unità . Ciascuna di loro ha in media oggi una media di 878 dipendenti. Ogni anno, in media, sono stati assunti 71 dipendenti in più. Sono cifre confortanti in tempi molto difficili. “Soprattutto – ha detto Juan Roure, cofondatore di Europe’s 500 – se si tiene presente che in Europa, nello stesso periodo, c'è stato un tasso di decrescita del 5 per centoâ€.
Europe’s 500 ha definito la lista delle aziende più dinamiche, in cooperazione con Dun & Bradstreet, a partire da un database che comprende milioni di imprese europee. I risultati dell’indagine Top European Growth Companies sono stati presentati il 3 febbraio all’Europe’s 500 Entrepreneurs Growth Summit che si è tenuto al Parlamento Europeo a Brussel.
L’indagine, che viene realizzata dal 1997, premia quelle imprese che nel Vecchio Continente sono riuscite a distinguersi per capacità innovativa e dinamismo. Il parametro essenziale utilizzato è il Birch Index che combina la crescita occupazionale in valori assoluti con l’evoluzione in termini relativi. Il premio, inutile dire, acquista senso proprio perché tende a dare valore a quelle imprese che sono capaci di creare lavoro (e non solo quelle che creano valore finanziario). Ancor più, in questi anni in cui ci troviamo ad affrontare una delle crisi economiche più profonde che l'Europa, insieme agli Stati Uniti, ha sopportato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi.
L’indagine, che viene realizzata dal 1997, premia quelle imprese che nel Vecchio Continente sono riuscite a distinguersi per capacità innovativa e dinamismo. Il parametro essenziale utilizzato è il Birch Index che combina la crescita occupazionale in valori assoluti con l’evoluzione in termini relativi. Il premio, inutile dire, acquista senso proprio perché tende a dare valore a quelle imprese che sono capaci di creare lavoro (e non solo quelle che creano valore finanziario). Ancor più, in questi anni in cui ci troviamo ad affrontare una delle crisi economiche più profonde che l'Europa, insieme agli Stati Uniti, ha sopportato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi.
In testa a tutte c'è la Mears Group Plc che tra il 2007 e il 2009 ha visto crescere la propria forza lavoro di 4500 unità . Dietro di lei la Jumbo Supermarketen B.V., impresa olandese, che ha creato 4.011 posti di lavoro. La terza piazza è andata alla francese Webhelp con un incremento occupazionale pari a 2.300 addetti a tempo pieno (vedi la TOP 10 europea).
Le italiane finite in classifica sono 16 e quattro di queste sono inserite nella TOP 50. Davanti a tutte c'è la Ital Tbs Telematic & Biomedical Services Spa che in due anni è cresciuta, in termini occupazionali, di 401 unità e si è classificata al ventottesimo posto. Dietri di lei la Formula Servizi Società Cooperativa (con 320 posti in più) finita alla 38esima piazza. Poi, la CirFood (343 addetti in più) e la Comolli Ferrari & C. Spa (200 occupati in più).
Le italiane finite in classifica sono 16 e quattro di queste sono inserite nella TOP 50. Davanti a tutte c'è la Ital Tbs Telematic & Biomedical Services Spa che in due anni è cresciuta, in termini occupazionali, di 401 unità e si è classificata al ventottesimo posto. Dietri di lei la Formula Servizi Società Cooperativa (con 320 posti in più) finita alla 38esima piazza. Poi, la CirFood (343 addetti in più) e la Comolli Ferrari & C. Spa (200 occupati in più).
L'associazione, in occasione della presentazione del Libro Bianco 2001, ha indicato anche alcune raccomandazioni. Tra queste quella di sviluppare e pubblicare regolarmente un benchmark nazionale per incrementare la trasparenza e ridurre la speculazione. Aumentare il finanziamento di supporto all'esportazione in modo da rendere l'Europa più competitiva sul modello cinese e costruire un fondo di assicurazione sul credito all'investimento che migliori il rating delle aziende a media capitalizzazione.














