Chi andra' al cinema da luglio dovra' sborsare un euro in piu' mentre le Poste non potranno acquisire partecipazioni, anche di controllo, nelle banche. E la Corte dei Conti continuera' a controllare la Rai. Dopo una giornata a dir poco convulsa tra le commissioni in Senato impegnate sul milleproroghe, con proposte di governo, relatori, maggioranza e opposizione che compaiono e durano appena pochi minuti (ritirate o bocciate), sono questi alcuni dei primi risultati ottenuti nell'esame parlamentare.
La proposta della tassa sul cinema arriva' con un emendamento del governo. Servira' a coprire le agevolazioni per produzioni cinematografiche e non riguardera' le parrocchie. Subito si accende il confronto. ''Inaccettabile che paghino gli utenti'', dice Francesco Rutelli di Alleanza per l'Italia.
 
''La tassa allontanera' gli spettatori'', sostiene l'Idv. I produttori dell'Anica, invece, chiedono una articolazione del prelievo e a ricercare una soluzione concordata. Nel milleproroghe i nodi ancora da sciogliere sono molti e sono i piu' intricati (quelli non a caso accantonati). Nodi che, come da tradizione, si sciolgono nelle ore piccole.
Cosi' le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio tornano a riunirsi in notturna per licenziare il testo e inviarlo all'aula di Palazzo Madama entro il nuovo termine stabilito dalla capigruppo: lunedi' mattina.
Poi il percorso e' gia' tracciato: maxiemendamento del Governo (non si sa ancora se sul testo commissione o con novita', nel qual caso il Pd e' pronto alla protesta), voto sulle pregiudiziali e fiducia. Poi a Montecitorio dove, data la ristrettezza dei tempi, persino dilatati dal Senato partito gia' con un calendario stretto, si convertira' definitivamente il decreto con un nuovo ricorso alla fiducia.
 
Tra gli ultimi importanti temi da segnalare, a meno di sorprese notturne, l'emendamento sul rinvio della 'tagliola' sui ricorsi per i licenziamenti dei precari (Sacconi vorrebbe eliminarlo, il Pd e i sindacati insorgono); l'emendamento Consob (che sarebbe riformulato escludendo riferimenti al cambio di sede da Roma a Milano); quello per la proroga delle multe sulle quote latte (costo 30 milioni, nuova scadenza 30 giugno) e l'emendamento sulla media conciliazione sul quale si cerca un compromesso. In questo caso non e' ancora noto se le modifiche riguarderanno le materie o il tempo di slittamento dell'entrata in vigore della misura.
Al voto anche gli emendamenti sul patto di stabilita' interno e quelli sui precari della scuola. Di certo allo stato c'e': l'aumento per il biglietto del cinema; un parziale ristoro dei fondi all'editoria e alle Tv locali (rispettivamente 50 e 15 milioni); 15 milioni al Fus, 3 alla Scala, 3 all'Arena di Verona.
 
Meno di 100 milioni per i malati di Sla e proroga per le Fondazioni che dovranno scendere sotto il tetto dello 0,5% nelle banche popolari. Insomma un 'frullato misto' degno delle piu' vecchie Finanziarie con blitz, assalti alla diligenza, fughe in avanti e repentine marce all'indietro con finale, come da copione, in tarda notte.
Con buona pace della riforma della sessione di bilancio varata appena un anno e mezzo fa e, ironia della sorte, seguita dall'allora sottosegretario Giuseppe Vegas, finito oggi, come nuovo presidente dell'autorita', al centro delle proteste dei dipendenti Consob. Che ce l'hanno proprio contro il milleproroghe.