Utile operativo in rialzo a 239 milioni di dollari e ricavi in crescita del 5,2%. Sono questi i principali numeri che definiscono la performance di Chrysler nel terzo trimestre 2010 e alla luce dei quali la società di Auburn Hills ha deciso di alzare gli obiettivi industriali per l’anno che si sta concludendo.
«Questo è solo l’inizio», dice l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, spiegando che i risultati del 2010 sono il primo passo di quel cammino di crescita che consentirà di far diventare il gruppo «una casa automobilistica molto solida e competitiva».
Del resto i numeri danno ragione al manager italo-canadese alle cui mani è affidato il rilancio dell’azienda dopo la procedura di amministrazione controllata che ha permesso di evitarne il collasso. Ecco allora che grazie al lavoro compiuto da Marchionne e dal suo management, Chrysler ha chiuso i primi nove mesi del 2010 con un utile operativo di 565 milioni di dollari, su ricavi per 31,18 miliardi di dollari. Migliorata anche la liquidità (intorno ai 10,5 miliardi di dollari), mentre la quota di mercato negli Usa si è attestata nel terzo trimestre al 9,6%, in aumento rispetto al 9,4% del secondo trimestre e all’8% del terzo trimestre 2009. Le perdite calano a 84 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto ai 172 milioni di dollari del secondo trimestre 2010.
«Un anno fa Chrysler ha presentato chiari e concisi obiettivi finanziari per cinque anni e dopo tre trimestri di risultati migliori del previsto» dice Marchionne, secondo cui a spingere la crescita futura saranno i nuovi prodotti, in particolare la Jeep Grand Cherokee 2011 e la Fiat 500 che segna il ritorno del marchio del Lingotto negli Stati Uniti e in Canada. Ed proprio sulla piccola di casa Fiat, che sarà presentata ufficialmente tra una settimana a Los Angeles, che sarà montato per la prima volta negli Stati Uniti il motore Fire MultiAir.
Del resto i numeri danno ragione al manager italo-canadese alle cui mani è affidato il rilancio dell’azienda dopo la procedura di amministrazione controllata che ha permesso di evitarne il collasso. Ecco allora che grazie al lavoro compiuto da Marchionne e dal suo management, Chrysler ha chiuso i primi nove mesi del 2010 con un utile operativo di 565 milioni di dollari, su ricavi per 31,18 miliardi di dollari. Migliorata anche la liquidità (intorno ai 10,5 miliardi di dollari), mentre la quota di mercato negli Usa si è attestata nel terzo trimestre al 9,6%, in aumento rispetto al 9,4% del secondo trimestre e all’8% del terzo trimestre 2009. Le perdite calano a 84 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto ai 172 milioni di dollari del secondo trimestre 2010.
«Un anno fa Chrysler ha presentato chiari e concisi obiettivi finanziari per cinque anni e dopo tre trimestri di risultati migliori del previsto» dice Marchionne, secondo cui a spingere la crescita futura saranno i nuovi prodotti, in particolare la Jeep Grand Cherokee 2011 e la Fiat 500 che segna il ritorno del marchio del Lingotto negli Stati Uniti e in Canada. Ed proprio sulla piccola di casa Fiat, che sarà presentata ufficialmente tra una settimana a Los Angeles, che sarà montato per la prima volta negli Stati Uniti il motore Fire MultiAir.
Inoltre si sta disegnando una mappatura nordamericana ad hoc grazie a una rete di vendita negli Usa che conta 165 concessionari.
In soli 16 mesi inoltre, la società sta presentando 16 prodotti interamente nuovi, a partire dall’acclamata Jeep Grand Cherokee 2011 e inclusa la Fiat 500, che segna il ritorno del marchio Fiat negli Stati Uniti e in Canada. E’ per questo che Auburn Hills ha deciso di rivedere al rialzo tutti gli obiettivi del 2010, con un utili di 700 milioni e 42 miliardi di ricavi. Per l’anno successivo sono previsti 52,2 miliardi di ricavi e un utile operativo compreso tra 1,6 e 2,4 miliardi di dollari.
Non è mancato, nel corso della presentazione dei risultati, un accenno al ritorno in Borsa di Chrysler la cui Ipo, precisa Marchionne, è prevista per la seconda metà del prossimo anno. Una precisazione sul piano industriale infine che riguarda in particolare i modelli del Lingotto, ovvero la piattaforma della Grand Cherokee che potrebbe essere estesa ad alcuni marchi del gruppi: tutto lascia pensare che si tratti di Alfa Romeo e Maserati.
In soli 16 mesi inoltre, la società sta presentando 16 prodotti interamente nuovi, a partire dall’acclamata Jeep Grand Cherokee 2011 e inclusa la Fiat 500, che segna il ritorno del marchio Fiat negli Stati Uniti e in Canada. E’ per questo che Auburn Hills ha deciso di rivedere al rialzo tutti gli obiettivi del 2010, con un utili di 700 milioni e 42 miliardi di ricavi. Per l’anno successivo sono previsti 52,2 miliardi di ricavi e un utile operativo compreso tra 1,6 e 2,4 miliardi di dollari.
Non è mancato, nel corso della presentazione dei risultati, un accenno al ritorno in Borsa di Chrysler la cui Ipo, precisa Marchionne, è prevista per la seconda metà del prossimo anno. Una precisazione sul piano industriale infine che riguarda in particolare i modelli del Lingotto, ovvero la piattaforma della Grand Cherokee che potrebbe essere estesa ad alcuni marchi del gruppi: tutto lascia pensare che si tratti di Alfa Romeo e Maserati.















