Aumentano le richieste di prestiti bancari e diminuiscono i soldi sul conto corrente: questa la situazione fotografata da Bankitalia sulla situazione delle famiglie italiane.
A gennaio sono aumentati del 5%, su base annua, i prestiti richiesti dalle famiglie, mentre sono calati dell'1,7%, sempre su base annua, i depositi dell'intero settore privati, che include anche le famiglie. Sono i dati contenuti nel supplemento "Moneta e Banche" della Banca d'Italia, diffuso oggi, che ricorda anche come a giugno le banche abbiano inserito nei prestiti alcune operazioni di cartolarizzazione.
''A gennaio 2011, il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari – spiega la Banca d'Italia in una breve nota diffusa in attesa della pubblicazione integrale del bollettino – e' salito al 4,8 per cento rispetto al 3,6 per cento di dicembre. Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle societa' non finanziarie e' salito al 4,2 per cento dal 2,0 per cento del mese precedente, mentre e' rimasto invariato al 5 per cento l'analogo tasso di crescita per il credito alle famiglie''. I dati risentono comunque di una discontinuita' statistica.
''Dal mese di giugno del 2010 – e' scritto nella nota – le banche hanno riconosciuto nei bilanci larga parte dei prestiti che erano stati precedentemente cancellati a causa di operazioni di cartolarizzazione. Ne discende, a partire da quella data, una distorsione verso l'alto nella dinamica dei prestiti e di altri aggregati se calcolata come differenza tra le consistenze riportate nelle tavole del Supplemento al Bollettino Statistico 'Moneta e banche'. Sul fronte della raccolta – scrive Bankitalia – i depositi del settore privato, al netto di quelli di controparti centrali e di quelli connessi con operazioni di cartolarizzazione, registrano una variazione negativa (-1,7 per cento su base annua rispetto al -1,2 per cento di dicembre). Il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria rimane negativo e pari a -1,6 per cento (invariato rispetto a dicembre). Il bollettino misura anche le sofferenze. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze, non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuita' statistiche, rimane sostanzialmente stabile al 30,0 per cento dal 29,9 per cento di dicembre.