13 lug. – Carte prepagate telefoniche rigorosamente false, la cui vendita avrebbe fruttato al gruppo criminale oltre 2,5 milioni di euro. I militari della Guardia di Finanza su disposizione dell'autorità giudiziaria di Catania, hanno notificato un'ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di quattro persone, residenti nelle province di Catania, Verona e Torino, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
I quattro sono i responsabili della produzione e commercializzazione delle schede prepagate "UniCa – Servizi di ricarica del gruppo Alexia", da 5 e 10 euro, che dovevano servire, in teoria, per ricaricare tutti i telefoni mobili delle compagnie Tim, Vodafone, H3G e Wind, ma che in realtà non avevano alcun valore. L'indagine e' partita dopo diversi esposti e denunce presentate a Catania da cittadini che, dopo aver regolarmente acquistato la ricarica presso le rivendite autorizzate, constatavano il mancato accredito da parte delle compagnie telefoniche del valore della ricarica stessa.
I militari hanno accertato che le quattro compagnie telefoniche erano completamente all'oscuro di questo nuovo tipo di ricarica telefonica e, su disposizione della locale Procura, sono state eseguite perquisizioni a Milano, Torino, Verona, Caserta, Catania, il cui esito ha portato gli inquirenti ad emettere un decreto di sequestro preventivo delle schede "Unica" su tutto il territorio nazionale. 6 i responsabili denunciati: in tutta Italia sono state sequestrate 374.918 schede telefoniche prepagate da 5 e 10 euro che, una volta immesse in commercio, avrebbero fruttato all'organizzazione criminale circa due milioni e mezzo di euro.