13 lug. – Scattata anche in Italia la corsa alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nell'ultimo anno, infatti, grazie anche all'elevata remunerazione del sistema incentivante, alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Nel settore fotovoltaico la nuova capacita' installata nel solo 2009 (574 MWp) e' stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all'anno precedente (458 MWp), facendo superare la soglia di 1 GWp.
Quanto all'eolico, l'Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW). A fotografare lo scenario delle fonti di energia alternativa in Italia e' il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 dell'Enea, presentato oggi a Roma nella sede di Confindustria per fornire agli imprenditori un'ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, che comprende previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale ed una panoramica delle tecnologie piu' promettenti. Ma se la corsa alle rinnovabili fa segnare importanti traguardi
"la la strada da percorrere in Italia e' ancora lunga" si legge nel rapporto perche' "sussiste ancora un notevole ritardo in altri settori delle rinnovabili".
In particolare, a segnare il passo sono i settori del solare termico e della biomassa, in cui il nostro Paese e' ancora ben lontano dallo sfruttare il potenziale disponibile. Un caso eclatante, "e' costituito dal solare termico, in cui l'Italia e' posizionata al quattordicesimo posto tra i paesi Ue, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell'Austria". La presentazione del Rapporto, cui ha preso parte il sottosegretario al ministero dello
Sviluppo economico, Stefano Saglia, e' stata aperta dal commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, e dal direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli.
Quanto all'eolico, l'Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW). A fotografare lo scenario delle fonti di energia alternativa in Italia e' il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 dell'Enea, presentato oggi a Roma nella sede di Confindustria per fornire agli imprenditori un'ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, che comprende previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale ed una panoramica delle tecnologie piu' promettenti. Ma se la corsa alle rinnovabili fa segnare importanti traguardi
"la la strada da percorrere in Italia e' ancora lunga" si legge nel rapporto perche' "sussiste ancora un notevole ritardo in altri settori delle rinnovabili".
In particolare, a segnare il passo sono i settori del solare termico e della biomassa, in cui il nostro Paese e' ancora ben lontano dallo sfruttare il potenziale disponibile. Un caso eclatante, "e' costituito dal solare termico, in cui l'Italia e' posizionata al quattordicesimo posto tra i paesi Ue, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell'Austria". La presentazione del Rapporto, cui ha preso parte il sottosegretario al ministero dello
Sviluppo economico, Stefano Saglia, e' stata aperta dal commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, e dal direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli.
L'Italia, seppure in linea con l'Europa nel ricorso alle tecnologie per le rinnovabili, presenta ancora un forte ritardo nell'adeguamento della propria capacita' produttiva, che ha generato negli ultimi anni un aumento delle importazioni di quasi il 50% rispetto al 12% dell'UE. Questa la conclusione di Enea.
Si assiste quindi ad una fase di dipendenza energetica per il cui superamento sara' fondamentale sviluppare le capacita' e le competenze presenti nel tessuto industriale italiano, orientandole verso investimenti innovativi in grado di recuperare una leadership tecnologica e migliorare il nostro posizionamento strategico in segmenti di mercato emergenti, a diversi livelli di maturita' tecnologica. Alle potenzialita' connesse alle molte tecnologie promettenti per il nostro paese (dalle rinnovabili termiche, solare e biomasse in primis, al fotovoltaico e ai biocarburanti di nuova generazione, al solare a concentrazione) vanno poi associate le opportunita' di investimento nel settore delle infrastrutture di trasporto e distribuzione dell'energia, dal cui sviluppo dipende un'ampia diffusione delle rinnovabili, e che necessita di investimenti per lo sviluppo di sistemi per la gestione "intelligente" dei flussi d'energia (Smart Grid). "Il Rapporto sulle Rinnovabili testimonia l'impegno dell'ENEA in supporto al sistema Paese per sostenere le scelte di investimento degli operatori industriali in termini di tecnologie energetiche e per favorire il trasferimento dell'innovazione tecnologica nelle loro realta' produttive – ha sottolineato il commissario Enea Giovanni Lelli – A questo proposito, Enea e Confindustria hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa che promuove un rapporto piu' stretto tra il sistema della ricerca e il sistema industriale, con l'obiettivo di accelerare l'introduzione di innovazione nei settori industriali delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica e delle tecnologie low-carbon, come opportunita' per favorire l'internazionalizzazione e la competitivita' delle imprese italiane in linea con le istanze di sviluppo economico sostenibile del sistema energetico." "Per consentire il massimo rendimento delle energie rinnovabili nel minor tempo possibile e' essenziale investire nell'attivita' di ricerca e sviluppo tecnologic – ha dichiarato invece il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli – serve dunque un'azione sinergica tra il mondo scientifico e quello industriale per sviluppare nuove tecnologie in grado di rispondere alle esigenze della domanda nazionale proveniente dagli sviluppatori degli impianti e di reggere la sfida concorrenziale con i produttori internazionali, legando cosi' lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la crescita industriale ed occupazionale del settore. E' in quest'ottica che Confindustria ed Enea hanno recentemente sottoscritto un importante protocollo d'intesa volto a consolidare una gia' avviata collaborazione strategica finalizzata da un lato a sviluppare la ricerca industriale e dall'altro a elaborare e condividere scenari previsioni e d'impatto sul sistema paese della normativa nazionale e comunitaria in materia energetica". (AGI)















