Riduzione della pressione fiscale, attraverso interventi mirati per lavoratori dipendenti e pensionati da una parte e taglio del costo del lavoro dall'altra. Sindacati e imprese si preparano all'incontro con il ministro dell'Economia sulla riforma fiscale, buttando giu' la lista delle proposte da inserire nel nuovo sistema, con il duplice obiettivo di aiutare i cittadini e rilanciare l'economia. Mercoledi' prossimo partira' a via XX settembre il tavolo voluto da Giulio Tremonti che avra' l'obiettivo ''molto ambizioso" di ridisegnare il nostro sistema fiscale, ha spiegato lo stesso titolare del dicastero. Una riforma annunciata e attesa da molto tempo ma sempre rinviata, ha ripetuto tante volte nel corso degli ultimi due anni Tremonti, a causa della crisi economica. Inserita come ultimo dei cinque punti fissati nel programma di governo inizia dalla settimana prossima a stendere la basi su cui dovra' essere costruito il ddl delega.
Da Tremonti e' gia' arrivata una prima indicazione su alcune voci che intende tagliare: le esenzioni e agevolazioni, arrivate a quota 240. La richiesta che arriva dal mondo delle imprese e dei lavoratori e' la riduzione della pressione fiscale. ''Bisogna lasciare piu' risorse alle imprese perche' -spiega il presidente della Confesercenti, Marco Venturi- occorre investire, innovare, creare nuova occupazione e una maggiore capacita' competitiva, per superare la fase critica della crisi''.
Per la Uil, spiega il segretario confederale con delega al fisco, Proietti, bisogna iniziare pensando ai lavoratori dipendenti e pensionati, ridurre le tasse attraverso un ''significativo aumento delle detrazioni'', attraverso lo strumento piu' semplice e diretto, l'aumento della no tax area. Mentre il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, chiede di partire dalla riduzione del costo lavoro, attraverso la fiscalita', e ''incentivare chi assume''.