E' gia' scemato l'effetto positivo dato ai prezzi delle materie prime dalla notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden: se l'annuncio aveva spinto al rialzo le principali Borse, non si calma la corsa delle materie prime.
Dopo la flessione di lunedi' mattina, il petrolio, è tornato a salire, così come l'oro, mentre il dollaro continua a perdere terreno nei confronti dell'euro. In definitiva, le preoccupazione per un probabile attacco terroristico hanno prevalso.
In mattinata, comunque anche grazie ai conti trimestrali migliori delle attese hanno aiutato le Piazze asiatiche in una seduta a ranghi ridotti. In particolare gli acquisti si sono concentrati a Tokyo sul produttore di ruspe Komatsu (+2,96%), dopo i risultati annunciati negli Usa da Caterpillar. Denaro anche sul produttore di stampanti Seiko-Epson (+4,4%), che ha chiuso l'esercizio 2010-2011 con risultati migliori delle attese degli analisti.
La morte di Bin Landen ha spinto invece i future dell'S&P 500 che hanno messo a segno rialzi a due cifre e l'intero listino è tornato ai massimi dal 2008. Insomma sui mercati è tornato l'ottimismo a dispetto delle tensioni che non mollano la presa sullo stato del debito dell'Europa periferica. E mentre la Bce per la quinta settimana consecutiva non ha comprato titoli di Stato, il ministro greco delle finanze, George Papacostantinou, ribadisce il suo no a una ristrutturazione del debito, auspicando un'estensione da parte dell'Ue e del Fmi dei termini dei rimborsi del prestito da 110 miliardi di euro.
Le Borse europee chiudono dunque in positivo. Francoforte segna +0,18% a 7.527 punti, Parigi +0,05% a 4.108, Amsterdam +0,45% a 361,56, Lisbona -0,48% a 7.715 e Madrid -0,01% a 10.877. Sotto la parità , invece, ha chiuso Milano dove sono andate male le banche, complice il fatto che nei prossimi mesi è in arrivo un'ondata di aumenti di capitale per un totale di circa 10 miliardi di euro.















sinceramente mi aveva stupito il calo del petrolio…prevedo un’ulteriore impennata del prezzo,nella speranza che non rallenti ulteriormente la debole ripresa economica.