31 lug. – Una classe politica litigiosa è il principale problema che pesa al momento sull’Italia. È quanto evidenzia una indagine Censis-Confcommercio, da cui emerge che la maggioranza degli italiani (il 34,4 per cento) indica proprio questo come il difetto peggiore della situazione attuale del Paese.
Prima ancora della elevata disoccupazione, indicata dal 29,6 per cento del campione, e della corruzione, indicata dal 26,2 per cento. Nella graduatoria dei problemi secondo la percezione degli italiani, seguono l’eccessiva presenza di immigrati (17,7 per cento), le scarse tutele per i giovani (17,4 per cento), la presenza di troppi evasori fiscali (16,9 per cento), le tasse troppo alte (16,8 per cento), le forti disparità tra ricchi e poveri (12,2 per cento), scuola e università mal funzionanti (7,1 per cento). Le critiche al ceto politico sono espresse dagli italiani in modo trasversale, a prescindere dalle diverse caratteristiche socio-demografiche.
Rispetto alla media nazionale, la disoccupazione è un problema preoccupante soprattutto al Sud (il dato sale al 35 per cento) e tra le persone con redditi familiari bassi (37,7 per cento). La corruzione risulta odiosa soprattutto ai giovani di 18-34 anni (il dato sale al 31,1 per cento). La presenza di immigrati è ritenuta eccessiva soprattutto dagli anziani di 65 anni e oltre (20,5 per cento) e dai residenti del Nord-Est (19,5 per cento). La eccessiva pressione fiscale è avvertita soprattutto tra le famiglie con livello economico più basso (il 19,5 per cento a fronte del 13,7 per cento di quelle con alti redditi).
Anche guardando al futuro, emerge la disillusione degli italiani nei confronti delle leadership. Come vedono l’Italia del prossimo futuro? Saremo un Paese con una classe dirigente mediocre, afferma il 38,4 per cento del campione. Per il 34,6 per cento sarà una Italia segnata dalla crisi sociale (a sostenerlo sono soprattutto le persone appartenenti a famiglie con redditi bassi: 42,8 per cento), o comunque con troppe differenze sociali (26,9 per cento). Minoritarie, ma significative, le quote di italiani più fiduciosi.
Anche guardando al futuro, emerge la disillusione degli italiani nei confronti delle leadership. Come vedono l’Italia del prossimo futuro? Saremo un Paese con una classe dirigente mediocre, afferma il 38,4 per cento del campione. Per il 34,6 per cento sarà una Italia segnata dalla crisi sociale (a sostenerlo sono soprattutto le persone appartenenti a famiglie con redditi bassi: 42,8 per cento), o comunque con troppe differenze sociali (26,9 per cento). Minoritarie, ma significative, le quote di italiani più fiduciosi.
Per il 16,9 per cento l’Italia sarà un Paese in cui si vivrà ancora bene, nonostante le difficoltà attuali. Per il 12,9 per cento saremo un Paese vitale e con grandi risorse, nonostante tutto. Per il 12,3 per cento un Paese in cui la solidarietà tra le persone sarà ancora forte. Ma solo il 4 per cento del campione sostiene che l’Italia del prossimo futuro potrà contare su una classe dirigente e politica affidabile. I giudizi più severi sulle élite del Paese provengono dai giovani (per il 41 per cento dei quali la classe dirigente continuerà ad essere mediocre anche nel prossimo futuro), così come dai residenti delle grandi città (quelle con più di 150mila abitanti: 47,3 per cento) e dalle persone con livello economico familiare elevato (42,2 per cento).















E GRIDIAMO GRAZIE GIANFRANCO GRAZIE!!! Grazie per la situazione di stallo che solo tu hai creato proprio ora che siamo in piena ripresa!!!
Gabriele, le posso ricordare che “la situazione” l’ha creata Berlusconi epurando Fini e i suoi dal governo..?
Sembra essersene dimenticato….
fini avevava an, berlusconi ha cercato di fregarglielo e fini giustamente se nè rimpossessato