Una ricerca di Bankitalia, condotta da Giorgio Albareto e Paolo Emilio Mistrulli, fa emergere un dato interessante "Gli imprenditori immigrati pagano in media tassi di interesse più elevati di circa 70 punti base rispetto a quelli applicati dagli italiani". I due studiosi sono arrivati alla conclusione, confrontando i prestiti erogati alle piccole imprese in Italia dal 2004 al 2008, che, non solo gli immigrati sono penalizzati, ma che non tutti gli immigrati sono uguali.
Gli imprenditori provenienti dall'Est Europeo arrivano a pagare l'1,3% in più, mentre ad un latino-americano si chiede solo un modesto 0,20% in più. Anche per gli immigrati di seconda generazione o per quelli nati all'estero, ma di origine italiana, la differenza si riduce allo 0,20% in più, che però in un prestito da 75.000 euro, come quelli considerati dall'indagine di Bankitalia, ha un peso non indifferente.
Considerando anche che gli imprenditori immigrati spesso sono giovani, molto più giovani degli italiani: il 50% è sotto i 40 anni, contro il 30% degli italiani. Concentrandosi in prevalenza nelle imprese di costruzioni e nelle imprese artigianali. C'è anche una forte presenza femminile: le imprese costituite da donne immigrate costituiscono il 26% del campione di Pmi considerate da Bankitalia, mentre per le italiane la percentuale si riduce al 19%.
Queste imprese fondate da immigrati si concentrano in prevalenza nel Nord Italia (oltre il 65%); il 24% si trova nel Centro, e solo l'11% nel Mezzogiorno.
L'indagine considera i dati tra il 2004 e il 2008, anni nei quali, sottolineano gli autori, si è assistito a una moltiplicazione delle imprese condotte da immigrati in Italia: sono passate infatti dalle 100.000 del 2004 alle 250.000 al dicembre 2009. Una crescita forse troppo veloce, che probabilmente, come si legge nello studio. "ha esacerbato le difficoltà che i migranti affrontano nel mercato del credito in Italia in confronto agli altri Paesi, che sono più abituati ai prestiti effettuati nei confronti delle minoranze".
I risultati dell'indagine indicano che gli imprenditori provenienti dall'Europa dell'Est pagano interessi più alti in media dell'1,3%, quelli provenienti dall'Asia lo 0,40% in più, quelli provenienti dall'Africa lo 0,85% in più, e infine quelli provenienti dall'America Latina un po' più del 20% di differenza. Nessuna differenza di tasso applicato ai prestiti alle piccole imprese si riscontra nei confronti di nordamericani e aspiranti imprenditori provenienti dall'Oceania.
"L'analisi dimostra – osservano gli autori – che il differenziale di tasso rispetto agli imprenditori italiani si riduce all'aumentare della dimensione della comunità etnica locale a cui appartengono gli immigrati.
Tale evidenza è coerente con l'ipotesi secondo cui la reputazione acquisita dalla comunità locale agevola l'accesso al credito dei suoi membri".
Lo studio di Bankitalia si conclude con una nota positiva: "Le difficoltà di accesso al credito per gli immigrati si sono ridimensionate nel tempo, in concomitanza con l'adozione da parte delle banche di strategie volte ad adeguare l'offerta di servizi finanziari alle specifiche esigenze di questo segmento di clientela". Il che non significa che adesso gli imprenditori immigrati abbiano tassi d'interessi analoghi a quelli dei loro colleghi italiani: il differenziale si è ridotto, ma rimane pur sempre intorno ai 30 punti base.
PER GLI IMPRENDITORI IMMIGRATI PRESTITI PIU’ CARI. PIU’ 1,3% PER CHI VIENE DALL’ EST
giovedì 10 marzo 2011
Altri articoli
Titolo
Data
LA DENUNCIA DI DRAGHI: GIOVANI SENZA LAVORO, UNO SPRECO CHE NON CI POSSIAMO PERMETTERE
24 maggio 2012
ITALIA IN RECESSIONE, MA L’OCSE AVVERTE: LA RIPRESA A FINE 2013. SI LAVORI SU RIFORME E SALARI
22 maggio 2012
FACEBOOK, SBARCO A WALL STREET CON OFFERTA RECORD. IL VALORE DI SCAMBIO ANCORA IN SALITA
18 maggio 2012
CARO BENZINA, CROLLO DEI CONSUMI DI CARBURANTI. GLI ITALIANI SNOBBANO LE STAZIONI DI SERVIZIO
18 maggio 2012
FACEBOOK: CREATI IN ITALIA 34.000 NUOVI POSTI DI LAVORO. NEL 2011 FATTURATI 2.5MILIARDI DI EURO
17 maggio 2012














