Secondo l'inchiesta Isae realizzata tra il giorno primo e il giorno 18 del mese, la fiducia dei consumatori consolida il recupero registrato lo scorso mese, passando da 107,2 a 107,7 e mantenendosi in prossimità dei livelli raggiunti lo scorso aprile. A ottobre migliora l'indice relativo alla situazione economica generale (da 80,6 a 81,4) e si consolidano le aspettative a breve termine (da 97,9 a 98,1 il relativo indicatore).
Il quadro personale e i giudizi sulla situazione corrente, per contro, tornano a segnare una flessione (da 121,1 a 119,3 e da 115,3 a 114,5 rispettivamente). Riguardo ai prezzi, si stabilizzano i giudizi circa la dinamica degli ultimi dodici mesi ed emerge una modesta accelerazione nelle attese per il breve termine.
Circa il mercato dei beni durevoli, giudizi sulla convenienza all'acquisto e intenzioni di spesa a breve termine sono ancora improntate alla cautela: secondo le consuete domande trimestrali relative ad acquisti particolarmente significativi, calano ancora infatti le intenzioni di spesa per l'auto e l'abitazione e si stabilizzano quelle sulla manutenzione.
Il miglioramento della fiducia si consolida nel Nord del paese, mentre nel Centro e soprattutto nel Sud si registra una nuova flessione. Tra le domande relative alla situazione generale del paese, i giudizi si attestano a -94 e le attese a -38 mentre le previsioni di incremento della disoccupazione si posizionano a 77 come in settembre.
I consumatori intervistati in ottobre esprimono opinioni stabili riguardo alla dinamica inflazionistica sia per quanto concerne i giudizi negli ultimi dodici mesi (18 il saldo come in settembre) sia per le attese a breve termine (-17 il saldo, sostanzialmente stabile rispetto al -18 di settembre).
Dopo il forte recupero di settembre, il clima personale segna una nuova flessione, per via di valutazioni meno favorevoli circa la situazione personale presente e futura (i saldi passano rispettivamente da -38 a -42 e da -4 a -8) in un contesto finanziario della famiglia che, pur registrando un modesto recupero, permane negativo, con il saldo che si posiziona a -1 (era -2 in settembre). I consumatori segnalano anche una minore opportunità presente e capacità futura di risparmio (i saldi si riducono rispettivamente da 130 a 128 e da -48 a -53).
Per quanto riguarda il mercato dei beni durevoli, aumenta la convenienza presente all'acquisto (il saldo passa da -72 a -68) anche se le attese a breve termine tornano a peggiorare, con il saldo che cala ulteriormente da -72 a -74.
Per quanto riguarda il mercato dei beni durevoli, aumenta la convenienza presente all'acquisto (il saldo passa da -72 a -68) anche se le attese a breve termine tornano a peggiorare, con il saldo che cala ulteriormente da -72 a -74.
Piu' nel dettaglio, secondo le consuete domande trimestrali riguardo le spese più impegnative, diminuisce ulteriormente la percentuale di coloro che si esprimono a favore dell'acquisto dell'autovettura (attualmente ai minimi della rilevazione) mentre rimane stabile quella riguardante l'abitazione; si ridimensionano però coloro che si dichiarano intenzionati ad effettuare spese di manutenzione straordinaria della propria casa.
La crescita della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale non è diffusa in maniera omogenea nel territorio nazionale, con un aumento nel Nord del paese ma con flessioni nel Centro- Sud. Anche i contributi alla crescita dei diversi sottoindici non sono uniformi. Il clima economico è in aumento soltanto nel Nord Est, quello personale peggiora ovunque e in misura proporzionalmente più marcata nel Nord Est e nel Mezzogiorno.
L'indice relativo alla situazione corrente è sfavorevole quasi ovunque, in maniera più intensa nel Nord Est e nel Mezzogiorno; aumenta però nel Nord Ovest. Le previsioni per i prossimi dodici mesi sono sostanzialmente stazionarie nel Nord Est e sfavorevoli nelle altre ripartizioni. Nord Ovest: l'indice recupera da 108,3 a 109,1, valore più alto dallo scorso aprile.
Il contributo positivo è dovuto unicamente al clima corrente, in particolare al bilancio finanziario della famiglia e ai giudizi fortemente favorevoli sul mercato dei beni durevoli. Segnali sfavorevoli o al più stazionari giungono per contro dalle altre componenti. Nord Est: la fiducia segna una moderata crescita, da 109,2 a 109,4, miglior valore dell'anno. In questo caso il contributo positivo è dovuto unicamente al clima economico mentre le altre componenti offrono segnali negativi. Centro: la fiducia scende da 107,2 a 106,9.
Il pessimismo appare diffuso e marcato soprattutto nelle valutazioni sulla situazione personale e corrente. Particolarmente sfavorevoli sono le opinioni sul bilancio familiare, sull'evoluzione della situazione economica della propria famiglia e i giudizi sulla situazione economica dell'Italia. Segnali favorevoli giungono soltanto dalle opportunità presenti del risparmio.
Mezzogiorno: in questa ripartizione la fiducia arretra moderatamente dopo un marcato recupero di settembre, con l'indice che si ridimensiona da 107,2 a 106,2. Il pessimismo maggiore caratterizza il clima personale e quello corrente. Qualche pur debole segno di miglioramento giunge però dai giudizi sulla situazione economica del paese e sulla convenienza presente del mercato dei beni durevoli.















