27 apr. -  Gli squilibri dei conti pubblici nell'Eurozona, dove si e' registrato in 5 anni un aumento del 22% dei debiti rispetto al Pil, con tutti gli Stati membri sopra il 3% del rapporto deficit/Pil, non miglioreranno prima del 2012/2013. E' la stima del vicepresidente della Bce Lucas Papademos, che sta presentando il rapporto 2009 alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. La preoccupazione della Bce e' che "la persistenza degli squilibri in Europa e altrove possa minacciare la fiducia pubblica nella sostenibilita' dei conti pubblici e rappresenti un rischio per la crescita economica e la stabilita' finanziaria".
Il patto di stabilita' e crescita, concepito proprio per salvaguardare la sostenibilita' dei conti pubblici, sta affrontando "la piu' grande sfida da quando fu adottato nel 1997".
Proprio per questo, ha detto Papademos, "e' ora imperativo che tutti i paesi dell'Eurozona aderiscano ai criteri fissati dal patto". Il vicepresidente della Bce si e' poi detto d'accordo con le valutazioni della Commissione europea sui programmi di stabilita' presentati dai Paesi, "basati in molti casi su previsioni macroeconomiche ottimistiche che mettono a rischio le prospettive di correzione dei deficit eccessivi".