29 apr. -  Le retribuzioni contrattuali orarie sono salite a marzo del 2,3% annuale e dello 0,3% su base mensile. Lo comunica l'Istat. A febbraio erano al 2,1% annuale. Nel mese di marzo, a fronte di una variazione tendenziale media di piu' 2,3%, gli incrementi piu' elevati si osservano per: commercio e tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (per entrambi variazioni del 3,9%) e servizi di informazione e comunicazione (3,8%).
Gli incrementi minori riguardano trasporti, servizi postali e attivita' connesse (1,3%), attivita' della pubblica amministrazione (1,2%) ed edilizia (0,5%). La variazione risulta nulla per: agricoltura, ministeri, scuola, militari-difesa, forze dell'ordine e attivita' dei vigili del fuoco.
In assenza di rinnovi il tasso di crescita tendenziale dell'indice generale diminuirebbe progressivamente dal 2,3% di aprile all'1,2% di settembre (Tabella 6). Occorre ribadire che queste proiezioni si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di marzo.