Le prospettive del sistema bancario italiano restano negative a causa delle "modeste proiezioni a breve termine di redditività" e del "protrarsi del quadro operativo sfavorevole". È quanto emerge dall’ultimo rapporto sulle prospettive delle banche italiane di Moody's Investors Service.
“Oltre alla scarsa redditività, le previsioni sono influenzate dai bassi livelli di capitale e riserve delle banche italiane, insufficienti a far fronte ai crescenti problemi connessi alla qualità degli attivi” spiega Carlo Gori, Vice President, Senior Analyst e autore del rapporto.
“Il contesto economico – si legge nel report – sarà probabilmente caratterizzato da una ripresa lenta e disomogenea dopo la profonda recessione del 2009 – la peggiore dell’ultimo trentennio per l’Italia – il che continuerà a pesare sulla qualità degli attivi bancari. Grazie all'enfasi sul mercato interno, la maggioranza degli istituti italiani è riuscita a evitare il peggio della crisi finanziaria mondiale, mentre i tassi d’interesse bassi e gli aiuti statali hanno attutito l’impatto della recessione sulla qualità degli attivi”.
Poiché per i prossimi due o tre anni Moody’s prevede una crescita economica “estremamente modesta”, è probabile che a breve termine la qualità degli attivi possa subire un ulteriore deterioramento, in quanto il quadro congiunturale debole è destinato a influire negativamente sulla capacità dei debitori di ripagare i prestiti contratti. “Viste le poco incoraggianti prospettive economiche, Moody’s prevede che gli utili delle banche continueranno a subire pressioni negative nei trimestri a venire, per effetto dell’aumento del costo del credito e della forte compressione del margine d’interesse netto.
Inoltre, la frammentarietà del sistema bancario italiano, caratterizzato da strutture di costo relativamente rigide e da un limitato potenziale di crescita, continuerà probabilmente a costituire un ostacolo strutturale al recupero della redditività degli istituti”, ha osservato Carlo Gori.