L'economia è in crisi, la bellezza no. Gia' perche' a giudicare dagli ultimi dati sui consumi 2010 degli italiani i prodotti beauty sono al terzo posto. La spesa per fard, ombretti, rossetti sfiora i 10 milioni di euro. Ma a far perdere la testa e soprattutto gli euro e' lo smalto per le unghie. Gli italiani hanno speso in smalti 100 milioni di euro nel 2010, con un aumento del 6,7%. Si tratta della crescita massima in questo settore, trascinata soprattutto dal successo della moda dei colori nuovi e originali, rispetto al tradizionale rosso.
Il dato è stato appena presentato con il Beauty report dell'Unipro, l'associazione che unisce le imprese della cosmetica, e conferma che il mercato nel settore bellezza è in forte ripresa. In Italia la spesa in profumi, trucchi e creme è al terzo posto della graduatoria dei consumi ritenuti irrinunciabili, seguendo le spese per l'alimentazione e per la salute. La ricerca evidenzia come la farmacia continui ad essere il canale preferito per l'acquisto di cosmetici.

Per cavalcare l'onda del successo si annunciano novita' nel settore, in particolare sulla sicurezza. Per questo aumenteranno i controlli: tra un anno partirà un nuovo servizio del ministero della Salute per la cosmetico-vigilanza. Cosi' come per i farmaci, dovranno essere segnalati tutti gli effetti indesiderati di un prodotto di bellezza. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Prodotti contraffatti o di scarsa qualità possono infatti causare allergie, eritemi, arrossamenti. Sul sito dello stesso dicastero sarà possibile raccogliere tutte le segnalazioni sugli effetti di qualsiasi tipo di prodotto di bellezza che in alcune situazioni possono creare problemi come durante l'esposizione al sole o durante l'assunzione di alcuni farmaci.

"Le aziende italiane ed europee sono sottoposte a severissime norme per la sicurezza, le più severe del mondo" spiega Fabio Franchina, presidente dell'Unipro. "Il problema sono alcuni cosmetici che arrivano da paesi terzi, come quelli brasiliani per lisciare i capelli, che contengono quantità troppo alte di formaldeide, una sostanza usata come conservante ma che in formulazioni concentrate è cancerogena".