Il Rapporto annuale dell'Inps relativo al 2010 rivela: a guidare la classifica delle pensioni sono i dirigenti (3.788 euro in media al mese), quasi raggiunti da piloti e assistenti di volo (3.487 euro). Ben a distanza tutti gli altri. Sfiorano i 2 mila euro i telefonici, in buona compagnia con chi lavorava per le societa' elettriche (1.879 euro).
Gli ex impiegati dei trasporti e delle ferrovie si attestano sui 1.500 euro.
Tutti gli altri crollano sotto gli 800 euro. Tra questi la categoria piu' numerosa, quella dei lavoratori dipendenti, quasi nove milioni e mezzo di persone, che si accontentano di 861 euro.
Tutti gli altri crollano sotto gli 800 euro. Tra questi la categoria piu' numerosa, quella dei lavoratori dipendenti, quasi nove milioni e mezzo di persone, che si accontentano di 861 euro.
Sempre meglio dei commercianti (707 euro), degli artigiani e agricoltori (2,7 milioni di pensionati a 611 euro) e dei preti (574 euro). E soprattutto mai cosi' male come i co. co. co.: 1.570 euro l'anno, 121 euro al mese, 96 euro in media alle donne, 130 euro agli uomini. Per ora si tratta di 245 mila persone. Ma crescono.
L'Inps spiega che nella voce "gestioni separate" confluiscono "prevalentemente le pensioni supplementari", ovvero le seconde pensioni, piu' piccole e non ricongiunte con le principali, disciplinate da una legge del 1962. Evidenza che non mitiga il sintomo e dunque l'allarme.
Chiaramente percepito, visto che l'aliquota obbligatoria da versare in questa gestione è passata gradualmente dal 10% del 1996 al 26,72% attuale, sempre piu' vicina a quella della gestione principale Inps.
In tema di pensioni, un'altra distanza ormai incancrenita, perche' immutata da almeno cinque anni, è quella tra le aree del Paese.
In tema di pensioni, un'altra distanza ormai incancrenita, perche' immutata da almeno cinque anni, è quella tra le aree del Paese.
Le pensioni erogate al Sud, scrive l'Istat nel Rapporto annuale, sono piu' basse di quelle del Nord-ovest di quasi un quinto, ovvero del 19,5% e del 12,1% rispetto alla media nazionale. Per fare un esempio, nel 2009 un pensionato meridionale prendeva in media 9.501 euro lordi l'anno, una cifra di gran lunga inferiore se paragonata agli assegni erogati al Nord-ovest (11.805 euro), Nord-est (10.959 euro) e Centro (11.317 euro). E, ovviamente, alla media nazionale pari a 10.808 euro.
In cinque anni, dunque, nulla è cambiato nei redditi degli anziani a Napoli, Palermo, Bari e Cagliari. Un divario costante con Torino e Milano, quello monitorato dall'Istat tra il 2004 e il 2009, mantenuto tale dalla crescita, che pur c'è stata, dell'importo delle pensioni.
Un aumento in linea al Sud (+18,8%) con quello che succedeva nel resto del Paese (+19%). L'assegno del 2009, in pratica, era piu' ricco di quello del 2004, come per tutti gli italiani. Ma piu' basso in Puglia e Sicilia di quanto incassato in Piemonte e Lombardia.
Nel frattempo, è lievitata la quota di pensioni assistenziali, tra cui invalidita' civile e assegni sociali, erogati al Sud: sono il 44,2% rispetto al 43,8% del 2004. Non cosi' l'importo medio annuo: 4.656 euro nel Mezzogiorno contro i 4.810 euro del Nord-ovest e i 4.730 euro della media nazionale.















le pensioni dovrebbero avere un tetto massimo di 3.000 euro, il resto deve andare in un fondo si solidarietà , questo chiaramente anche per i parlamentari. E non mi si dica che se uno ha versato è giusto che prenda di più perche chi prende le mega pensioni non ha quasi mai versato i contributi corrispondenti.
I contributi versati oggi servono a pagare i pensionati di oggi, non a creare le pensioni di domani, e questo è un furto. Restituzione dei contributi che non maturano pensioni: http://radicali.it/contributi-silenti