Standard and Poor's annuncia di aver ulteriormente tagliato il rating sovrano a lungo termine della Grecia: il dato è stato abbassato di altri tre scalini, portandolo da 'B' a 'Ccc', in tutto otto scalini al di sotto della prima soglia per i titoli 'spazzatura' ('Bb+'). Una nota dell'agenzia di valutazione è servita a precisare che l'outlook sul rating a lungo termine resta negativo, e per questo motivo è probabile un altro taglio nel giro dei prossimi 12-18 mesi. Nella nota, S&P parla anche della probabilita' di una ristrutturazione del debito sovrano greco con modalita' tali da essere considerata un 'default' per le agenzie di rating.
Nella nota dell'agenzia si legge ancge che "Il downgrade riflette il nostro punto di vista che c'è una significativa crescente possibilita' di uno o piu' default, in base ai nostri criteri relativi a un pieno e tempestivo rimborso, legato alle emergenti difficolta' da parte dei creditori ufficiali a essere pagati". Secondo S&P, dunque, le possibilita' di un recupero dell'investimento rispetto a quelle di un default, restano tra il 30% e il 50%. Standard and Poor's fa anche sapere che il downgrade potrebbe avere effetti negativi sul merito di credito di quattro banche greche: la National Bank of Greece, la EFG Erobank Ergasias, l'Alpha Bank e la Piraeus Bank.
Il giudizio arriva nel momento in cui il Fondo monetario internazionale sta decidendo se concedere un nuovo prestito ad Atene per evitare il tracollo. In giornata è prevista una riunione dell'Eurogruppo, anche se poi stara' al consiglio europeo del 23-24 giugno formulare l'eventuale nuovo piano di salvataggio. Il problema è rappresentato soprattutto dalle divergenze tra la Bce, contraria a qualsiasi ipotesi di ristrutturazione del debito, e la Germania che invece spinge in questa direzione. Il nuovo "buco" della Grecia è di almeno 70 miliardi di euro, cioe' la cifra che serve per coprire i bond in scadenza a partire tra 2012 e 2013.
Nella nota dell'agenzia si legge ancge che "Il downgrade riflette il nostro punto di vista che c'è una significativa crescente possibilita' di uno o piu' default, in base ai nostri criteri relativi a un pieno e tempestivo rimborso, legato alle emergenti difficolta' da parte dei creditori ufficiali a essere pagati". Secondo S&P, dunque, le possibilita' di un recupero dell'investimento rispetto a quelle di un default, restano tra il 30% e il 50%. Standard and Poor's fa anche sapere che il downgrade potrebbe avere effetti negativi sul merito di credito di quattro banche greche: la National Bank of Greece, la EFG Erobank Ergasias, l'Alpha Bank e la Piraeus Bank.
Il giudizio arriva nel momento in cui il Fondo monetario internazionale sta decidendo se concedere un nuovo prestito ad Atene per evitare il tracollo. In giornata è prevista una riunione dell'Eurogruppo, anche se poi stara' al consiglio europeo del 23-24 giugno formulare l'eventuale nuovo piano di salvataggio. Il problema è rappresentato soprattutto dalle divergenze tra la Bce, contraria a qualsiasi ipotesi di ristrutturazione del debito, e la Germania che invece spinge in questa direzione. Il nuovo "buco" della Grecia è di almeno 70 miliardi di euro, cioe' la cifra che serve per coprire i bond in scadenza a partire tra 2012 e 2013.















