L'Istat registra la crescita della spesa nel settore 'alimentare' per le famiglie italiane ma, secondo la CIA (Confederazione italiana degli agricoltori) il dato è condizionato dalle festivita' pasquali.
Il dato in rialzo, infatti, interessa il mese di aprile che, quest'anno ha ospitato la Pasqua. Secondo la Cia la crescita è giustificata solo dal fatto che gli italiani hanno speso 3,5 miliardi di euro per riempire le tavole nel giorno di festa.
L'incremento di aprile (di 0,8% rispetto al mese precedente e del 4,3% rispetto all'anno) sarebbe, dunque, un segno positivo ma non capace di invertire il trend negativo del 2011. (-3,6 per cento nel nei primi tre mesi dell'anno).
La Cia ha commentato i dati sul commercio al dettaglio diffusi dall'Istat con scetticismo. "Nonostante le difficolta' economiche e la crescente propensione al risparmio – ha commentato la confederazione – gli italiani non rinunciano a celebrare le festivita' anche a tavola. Quest'anno, per riempire il carrello di Pasqua le famiglie hanno speso complessivamente circa 3,5 miliardi di euro, con un incremento in valore rispetto al 2010 del 5,7 per cento. Una cifra che trascina il alto le vendite alimentari complessive, regalando una boccata d'ossigeno a tutte le tipologie commerciali".
Nel mese in questine l'Istat ha registrato una crescita di vendite sia per i piccoli commercianti (piu' 1,9%) che dei grandi supermercati (piu' 6,5 %).
Nel mese in questine l'Istat ha registrato una crescita di vendite sia per i piccoli commercianti (piu' 1,9%) che dei grandi supermercati (piu' 6,5 %).
"Ora bisogna avere cautela e attendere i prossimi dati sul commercio al dettaglio – conclude la Cia – ma nell'immediato futuro le prospettive di rialzo dei consumi alimentari restano molto incerte. Rispetto al 2008 cioe', quando si spendevano mediamente 475 euro in alimenti, le famiglie italiane hanno destinato quasi 30 euro in meno ogni mese per fare la spesa al supermercato".















