Il Pil dell’area ha registrato un forte incremento sul periodo precedente, pari all’1,0 per cento nel secondo trimestre del 2010, beneficiando soprattutto della domanda interna, ma riflettendo in parte fattori di natura temporanea. Lo si legge nel Bollettino di ottobre della Bce.
I dati statistici recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali confermano l’attesa di una moderazione nella seconda metà dell’anno sia nell’area dell’euro sia su scala mondiale. Tuttavia, permane la dinamica di fondo positiva della ripresa nell’area dell’euro. Il recupero dell’economia mondiale dovrebbe proseguire, e quindi anche il suo impatto positivo sulla domanda di esportazioni dell’area dell’euro. Allo stesso tempo la domanda interna del settore privato dovrebbe mostrare un ulteriore graduale rafforzamento, sostenuta dall’orientamento accomodante della politica monetaria e dalle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario. Ci si attende tuttavia che la ripresa dell’attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi comparti. E tuttavia non manca un nuovo appello tutti i paesi dell’area euro affinché i bilanci per il 2011 riflettano l'impegno a conseguire un risanamento fiscale ambizioso in linea con gli obblighi da loro assunti nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. 
Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, si legge ancora nel Bollettino, la stima rapida dell’Eurostat indica per l’area dell’euro un tasso di inflazione sui dodici mesi misurato sullo Iapc dell’1,8 per cento in settembre, rispetto all’1,6 di agosto. L’aumento dell’inflazione, già anticipato, rispecchia effetti base derivanti principalmente dalla componente energetica. Nei mesi a venire l’inflazione si collocherà intorno ai livelli attuali, per poi ridursi nuovamente nel corso del prossimo anno. Nel complesso, dovrebbe restare moderata nel 2011, beneficiando delle contenute pressioni interne sui prezzi. Le aspettative di inflazione di medio-lungo periodo continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di preservare tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2 per cento a medio termine. 
L’urgente attuazione di riforme strutturali di ampia portata è essenziale per migliorare le prospettive di una maggiore crescita sostenibile. Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività o che al momento soffrono di disavanzi nei conti pubblici e disavanzi esterni elevati. Eliminare le rigidità del mercato del lavoro e potenziare la crescita della produttività favorirebbero ulteriormente il processo di aggiustamento di tali economie.
Inoltre, stimolare la concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi agevolerebbe la ristrutturazione nel settore industriale e incoraggerebbe l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie.Â