Una manovra insostenibile per le famiglie: sui nuclei familiari pesera' oltre la meta' dell'importo totale dei provvedimenti varati dal governo, per un totale di 33 miliardi sui 54 totali. A denunciarlo e' il presidente di Confesercenti, Marco Venturi che ha aperto l'incontro annuale dell'associazione a San Martino in Campo (Perugia). Venturi ha poi ipotizzato una ulteriore depressione dei consumi e chiede al governo di "cambiare rotta e rendersi conto che per reperire risorse sono necessari tagli alla spesa poiche' la pressione fiscale effettiva e' alla soglia insostenibile del 54%".

Le previsioni aggiornate di Confesercenti-Ref evidenziano che la speranza di ripresa nel 2012 e' quasi nulla visto che il Pil crescera' solo dello 0,1% e i consumi delle famiglieresteranno bloccati su una allarmante crescita zero rispetto all'anno precedente. "Si deve prendere atto – ha detto Venturi – che l'unica via percorribile non e' certo quella, impraticabile, del prelievo fiscale che avvelena i pozzi dello sviluppo colpendo fiducia, consumi ed investimenti, ma e' quella di aggredire la spesa pubblica. Non solo per quantita' intervento, ma soprattutto per qualita'. Si ricorre come sempre alla leva fiscale, tanto che 36 miliardi della manovra sono basati sulle tasse, di cui 16 da meno agevolazioni".

Confesercenti chiede dunque di ripartire dai tagli della spesa: "Se non si riparte dai tagli alla spesa quante manovre dovremo ancora fare. E' da brividi pensare che per far calare il debito pubblico dal 120% cui e' arrivato al 90% occorrerebbero la bellezza di 450 miliardi di euro. E l'Italia, le famiglie, le imprese che fine farebbero? Noi in tre anni con meno sprechi potremmo recuperare 20 miliardi ed altrettanti dalla cessione del 5% del patrimonio pubblico non utilizzato della pubblica amministrazione. Se poi si aggiungono altri 11 miliardi con la riduzione del 10% delle partecipazioni pubbliche ancora in mano allo Stato si potrebbe contare su piu' di 50 miliardi di euro da mettere sul tavolo al posto di nuove tasse, ma a disposizione non solo della diminuzione del debito ma anche dello sviluppo. E molto altro si potrebbe fare sulle liberalizzazioni dei settori come il gas, l'energia, il trasporto locale senza mettere le mani nelle tasche degli italiani per l'ennesima volta – ha concluso – o senza mettere in campo interventi dimostrativi sul commercio, sulle edicole o sui taxi".