Secondo i risultati di un sondaggio, condotto su scala mondiale dall’istituto WIN-Gallup International, di cui Doxa e' il partner per l’Italia, viene messo in risalto come non sia ancora concluso il trend negativo delle speranze dei cittadini sulla situazione economica nel 2012.
L’indagine conferma anche che la depressione e' piu' forte in Europa e Nord America rispetto al resto del mondo.
Nel nostro Paese, secondo i dati rilevati, l’indice Net Hope (ovvero la differenza tra gli ottimisti e i pessimisti) fa registrare un triste -30%, dato dal 4% di ottimisti a fronte di un 34% di pessimisti.
A livello mondiale, poi, il 30% della popolazione pensa che il 2012 sara' un anno di prosperita' economica rispetto al 2011, mentre il 34% si aspetta un anno di maggior difficolta' economica rispetto a quello appena concluso. Il 27% prevede una situazione invariata e infine l’8% non ha fornito alcuna risposta alla domanda sulle previsioni per il 2012.
Quindi, il numero dei pessimisti e' sempre piu' alto, e l'Europa la fa da padrona. Infatti, secondo lo studio, il triste primato della disperazione per la situazione economica e' detenuto dall’Europa, seguito dal Nord America.
In questo mare di disperazione ci sono comunque molti paesi che restano fiduciosi, primo fra tutti la Cina. Tra i 50 paesi coinvolti dall'indagine, in 15 paesi gli ottimisti superano i pessimisti ed in India i due gruppi si equivalgono. In 34, invece, la quota di popolazione pessimista e' superiore a quella ottimista.
Il paese piu' triste sembra essere la Francia, con l’indice Net Hope pari a -80%, mentre il piu' dell’ottimista e' la Nigeria col dato diametralmente opposto del +80%. Giusto per citarne alcuni, l’indice Net Hope rilevato negli USA e' pari a -21%, in Giappone -29%, in Germania -39% e in China +21%.
Nei 10 paesi piu' ottimisti troviamo 4 paesi asiatici (Azerbaijan, Turchia, Pakistan e Iraq), 2 paesi africani (Camerun e Nigeria), uno dell’America Latina (Colombia) e 3 europei (Islanda, Romania e Macedonia).
 
Trai i 10 piu' pessimisti, invece, 9 paesi europei (Austria, Belgio, Svezia, Germania, Bosnia, Danimarca, Svizzera, Finlandia e Russia) e un solo paese dell’America Latina (Peru').
In tutto questo sono i giovani a non voler perdere la speranza. Infatti i dati mostrano dei tratti comuni ai giovani di tutto il mondo: sotto i 30 anni, a livello mondiale, l’indice Net Hope e' pari a +9%, mentre scende a -5% fra i 30 e i 50 anni, a -19% fra i 51 e i 65 e -32% oltre i 65 anni.