Ancora un allarme dal Fondo monetario italiano che pur apprezzando le riforme messe a punto dal governo Monti non le ritiene sufficienti per aiutare il nostro Paese ad uscire dalla recessione.
Quella fotografata dal Fiscal Monitor, i cui dati sono stati appena diffusi, e' gia' un'Europa a due velocita' con i paesi in una fase di sviluppo come Gran Bretagna, Francia e Germania che continueranno a crescere nei prossimi mesi, e dei paesi in recessione come Italia e Spagna.
Per il 2012 quindi l'Eurozona attraversera' una fase di ''lieve recessione'' per poi riprendersi gradualmente a partire dal 2013.
Quella fotografata dal Fiscal Monitor, i cui dati sono stati appena diffusi, e' gia' un'Europa a due velocita' con i paesi in una fase di sviluppo come Gran Bretagna, Francia e Germania che continueranno a crescere nei prossimi mesi, e dei paesi in recessione come Italia e Spagna.
Per il 2012 quindi l'Eurozona attraversera' una fase di ''lieve recessione'' per poi riprendersi gradualmente a partire dal 2013.
EUROPA - Per quel che riguarda le stime a livello europeo la Germania crescera' dell'1,5% nel 2013 mentre Londra addirittura del 2%, la Spagna invece segnera' un calo nella crescita dell'1,7% nel 2012 e dello 0,3% nell'anno prossimo.
ITALIA - La situazione italiana preoccupa, spiega il direttore delle ricerche del Fondo monetario internazionale, Olivier Blanchard, perche' non c'e' ancora una riduzione del deficit tale da poter contrastare il debito pubblico. Gli fa eco il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell'Fmi, Carlo Cottarelli, che ha dichiarato che "l'Italia non ce la puo' fare da sola".
Nella nota che accompagna il rapporto Fiscal Monitor a proposito del nostro Paese si legge
"In Italia il pacchetto di provvedimenti approvati a dicembre aumentera' di 1,25 punti percentuali di Pil il consolidamento fiscale previsto per il 2012-2014, facendo seguito alle misure gia' varate in luglio e settembre (e che si traducevano in uno sforzo fiscale pari a 3,25 punti percentuali del Pil per il 2012 e di 1,25 per il 2013 rispettivamente), abbastanza da porre il budget su una linea di pareggio, al netto degli aggiustamenti ciclici, per il prossimo anno". Infatti si continua a leggere "Grazie a queste riforme e a quelle varate in precedenza le spese annuali in pensioni dovrebbero scendere di 1,75 punti percentuali di Pil nel corso dei prossimi venti anni. Questa e' di gran lunga la performance migliore fra le economie avanzate (la cui spesa media dovrebbe invece crescere di 1,25 punti di Pil) sebbene il livello iniziale di spese in pensioni sia fra i piu' alti". L'Fmi pero' sottolinea che non si deve esagerare con l'austerity "Esagerare i programmi di consolidamento fiscale nel breve periodo per compensare le perdite di entrate legate all'andamento del ciclo rischia di penalizzare ulteriormente le attivita' economiche, ridurre il sostegno popolare per i programmi di austerita' e minare la fiducia dei mercati".















