La Ragioneria generale dello Stato boccia le modifiche apportate dalla Camera alla riforma dell'università , la cui approvazione a questo punto diventa a rischio, se il governo non riuscisse a trovare le coperture necessarie.
Il parere della commissione bilancio è dunque slittato al tardo pomeriggio, e di conseguenza l'esame in commissione cultura. Ma il tempo è breve.
Fini, pochi giorni fa, ha comunicato che la Camera in emergenza può lavorare anche sabato per approvare la legge prima dell'inizio della sessione di bilancio che ne bloccherebbe l'iter. Ma i tempi sono comunque strettissimi.
"Le modifiche per noi sono fondamentali, soprattutto quella sui ricercatori – spiega la finiana Chiara Moroni – e quindi il governo deve trovare la copertura. Altrimenti, non c'è alcuna fretta di varare la riforma, si può aspettare la Finanziaria". Sulla stessa linea il Pd: "Piuttosto che raffazzonare un testo che non sta in piedi, addirittura rinviando la sessione di bilancio perchè è questo che il governo sembra voglia fare, tutto consiglierebbe di approvare bilancio e finanziaria con risorse certe e poi discutere le modifiche nel merito".
Il problema è che la scure del Tesoro si è abbattuta con maggiore durezza proprio sul punto che più sta a cuore a Futuro e Libertà , ovvero l'assunzione dei ricercatori prevista nell'articolo 5 bis: oltre al parere contrario si contesta anche la quantificazione stessa dei costi, chiedendo l'acquisizione di una relazione tecnica. Ma praticamente tutte le modifiche sono state bocciate per mancanza di copertura: sulle circa 30 norme modificate, ben 20 hanno ricevuto parere negativo.















