Di Valentina Manzo – Il 2011 sarà un anno dinamico, ricco di cambiamenti, soprattutto per ciò che concerne l’innovation technology. Sono sempre piu' numerose le nazioni che si stanno accingendo ad accelerare i progetti in cantiere. La Francia è sicuramente quella più all’avanguardia, in cui si stanno stravolgendo interi asset urbani, seguono Gran Bretagna, Germania, Spagna, Polonia e Olanda.

I dati pubblicati dalla CNN relativo agli Stati Uniti, in un'inchiesta che parte dai dati di una società statunitense Aite Group, attestano che i pagamenti via smartphone avranno negli anni a venire una crescita esponenziale: dai 16 miliardi di dollari del 2010 si passerà quest' anno a 46, fino ad arrivare rapidamente a 214 nel 2015. Nel giro dei prossimi 12-18 mesi, secondo l'indagine, ci sarà una sempre maggiore diffusione degli smartphone che utilizzano la nuova tecnologia e uno sviluppo altrettanto rapido del mobile banking: “In pratica nessun segmento ne rimarrà fuori, il ruolo delle carte di credito verrà completamente assunto dagli smartphone, almeno negli Stati Uniti ", sostiene Aite Group, anche perché "le imprese che non si rendono conto che il mercato è adesso in rapida evoluzione, soffriranno di un serio svantaggio nei prossimi anni".

Insomma dal 2015 anche in Italia sarà possibile, sedersi al bar e pagare con il nostro smartphone,  pionere tra tutti PosteItaliane, con il progetto PosteTouch. Ci vorrà del tempo, perché le abitudini dei consumatori non cambiano rapidamente anche perché l’Italia è il Paese che vanta il maggior uso di contante in Europa e una buona percentuale diffida dalle “carte di plastica”. Il punto di domanda dell’Associazione Bancaria è su quale circuito lanciare e sviluppare questo progetto. Il circuito domestico, che avrebbe il vantaggio della conoscenza del profilo della clientela? Quello europeo in fase di avviamento (il progetto Sepa per l'uniformità dei sistemi di pagamento, ndr)? Oppure quello internazionale, Visa e Mastercard.

I pagamenti con lo smartphone rappresentano sicuramente il futuro, uno strumento più avanzato al passo con le nuove generazioni, speriamo solo di non rimanere “indietro” .

Per l’occasione tra pochi giorni a partire dal 1 febbraio il Nexus S, erede del "googlefonino" Nexus One commercializzato un anno fa dal colosso di Mountain View. A differenza del predecessore, però, il Nexus S non è prodotto da HTC ma da Samsung, che metterà in bella evidenza il proprio marchio sul dispositivo e si occuperà anche della distribuzione e dell'assistenza.

Il Samsung Nexus S costerà 549 euro, avrà un ampio display touchscreen capacitivo da 4 pollici con tecnologia Super Clear LCD e sarà dotato di connettività quad-band, GSM, Wi-Fi e tri-band HSPA, ricevitore GPS,fotocamera da 5 megapixel con flash led e supporto alla tecnologia NFC per i pagamenti elettronici, questa tecnologia consentirà di effettuare pagamenti in modalità wireless collegandosi con lo smartphone ai POS di nuova generazione adottati dai negozi.