Il tasso di crescita del Paese sara' attorno all'1% nei prossimi 3 anni: questo "non consentira' all'Italia di ritornare al livello di Pil del 2007 nemmeno nel 2013". Lo afferma il rapporto di previsione Prometeia, presentato oggi a Bologna, sottolineando che ''l'economia italiana e' uscita dalla recessione con una velocita' modesta, in linea con i deludenti tassi di crescita degli anni 2000. Al termine del 2013 il Pil sara' ancora del 2.3 per cento inferiore a quello pre-crisi''.
L'istituto di ricerche rileva che ''in Italia, il rallentamento della crescita e' cominciato gia' dalla scorsa estate: dopo un primo semestre di crescita in progressiva accelerazione nel 2010, la seconda parte dell'anno ha cominciato a risentire degli effetti della fine della Tremonti ter sugli investimenti, di un forte afflusso di importazioni e della riduzione della domanda pubblica''. Di conseguenza, ''il 2011, in cui sara' piu' evidente il rallentamento della crescita della domanda estera, si prospetta, nella media, in leggero rallentamento rispetto al 2010'' e 2il ritmo di crescita sara' allineato a quello dell'Uem, una volta che si escluda la Germania".
Prometeia rileva anche che "un elemento che sta emergendo nel corso degli ultimi anni e che contribuisce al contenimento del tasso di crescita del Paese e' la crescente propensione all'importazione. Nell'arco del prossimo triennio, infatti, nonostante una buona espansione delle esportazioni, le esportazioni nette stenteranno a contribuire positivamente alla crescita dell'intera economia" e "la fase di assestamento dell'espansione internazionale sara' difficilmente compensata in modo adeguato dalla domanda interna".















