Di AMBROGIO CRESPI – L'offerta di Fini a Berlusconi, la risposta che Berlusconi aspettava è arrivata. Contro tutte le previsioni degli analisti che ci hanno raccontato che Fini non avrebbe deciso, abbiamo assistito a Bastia Umbra ad una presa di posizione che condizionerà anche le decisioni altrui, chiara, conseguente e senza ambiguità .
La stagione di questo governo è finita, quello di Fini è un popolo che rispetta Berlusconi ma non lo adora, riconosce i meriti di governo, ma non la prospettiva di un futuro per questo Paese e chiede un nuovo programma ed un nuovo esecutivo. E' un colpo secco a quanti hanno giocato sulle sponde armando le parti.
Gianfranco Fini dice dal palco di Bastia Umbra, leggendo il manifesto dei valori, che non ci sarà spazio per figure che hanno alimentato lo scontro teso a distruggerlo e con esso anche quanto resta della tradizione e della storia del centrodestra italiano.
Quindi la domanda è: Silvio Berlusconi rinuncerà ai La Russa , ai Mattioli, alla Meloni, rinuncerà ai Bondi, alle Brambilla, sarà disponibile a sedersi ad un tavolo per discutere di un nuovo programma, una nuova agenda, un nuovo governo?
L’altra vera domanda è: può non farlo? Può rischiare di addentrarsi in una campagna elettorale piena di insidie e pericoli?
Oppure coerentemente con il discorso fatto venerdì alla direzione del PDL tornerà al tavolo con Fini riuscendo a chiudere il patto di legislatura?
Difficile dirlo, quello che è certo è che la sparuta pattuglia dei rappresentanti di FLI è già dimissionaria con Andrea Ronchi in testa.















