Di AMBROGIO CRESPIIl duello tra Fini e Berlusconi ha praticamente oscurato un altro durissimo scontro dentro il Governo, quello tra i ministri Stefania Prestigiacomo e Giulio Tremonti. Le cronache raccontano che in uno degli ultimi Consigli dei Ministri sono volate parole grosse e sullo sfondo minacce reciproche di dimissioni, ma è difficile pensare che il Ministero dell'Ambiente possa sopravvivere a un milione di euro di tagli sulla base di un budget annuale di un milione e mezzo di euro.

La battaglia parlamentare nelle commissioni è riuscita grazie al capogruppo in pectore del partito di Gianfranco Micciché a scongiurare la chiusura dei parchi nazionali grazie ad alcuni emendamenti di queste ultime ore, ma la richiesta di Stefania Prestigiacomo di poter disporre almeno di un milione di euro, che sottintendeva la rinuncia di un terzo del budget di un intero anno, non ha trovato un minimo di riscontro, anche perché dalle parti della Prestigiacomo hanno notato che nel piano di sviluppo del paese la parola ambiente non è citata neanche una volta.

Sappiamo che il ministro siciliano non è certo un personaggio remissivo nello scenario politico italiano. Come reagirà? Si metterà in coda al declino berlusconiano e approderà in modo definitivo nel neonato partito di Miccichè? Rassegnerà le dimissioni in modo polemico rompendo con Berlusconi in un momento per lui così drammatico? Oppure accetterà con qualche mugugno le condizioni che azzerano le sue stesse funzioni?

Intanto il nostro Paese ad altissimo rischio idrogeologico non ha una politica di salvaguardia di territori e nelle priorità del Governo la parola ecologia, verde, ambiente sta dietro solo alla parola cultura.