Di MONICA GASBARRI - Ancora una volta la dura legge dell'informazione ha avuto la meglio. Le notizie corrono veloci e dopo l'esplosione di interesse iniziale, è proprio il caso di dirlo, l'attenzione dei media italiani è andata via via scemando.
Certo, i Giapponesi sono forti. I Giapponesi ricostruiranno al piu' presto il paese. I Giapponesi erano preparati. E queste sarebbero giustificazioni sufficienti per far cadere nel dimenticatoio la terribile catastrofe naturale che si è abbattuta sul paese del Sol Levante? Vogliamo dfar passare in secondo piano i 300 tecnici che stanno sacrificando la propria vita per cercare di risolvere la situazione nella centrale? Oppure dobbiamo ignorare la notizia che i feriti considerati radioattivi non vengono curati in ospedale e che i corpi delle vittime, contaminati dalle radiazioni, vengono lasciati abbandonati e senza sepoltura?
Sui giornali la Libia e Lampedusa hanno preso il posto di Fukushima e di Tokio, mettendo via via da parte gli aggiornamenti sulla situazione della centrale nucleare che pure aveva sconvolto gli animi al punto di portare gli italiani a rivedere le loro opinioni sull’argomento nucleare. I Giapponesi non hanno bisogno dei riflettori? Se la caveranno da soli? Non si tratta certo di una tragedia che ha colpito il terzo mondo? Anche noi piu’ volte su Clandestinoweb abbiamo sostenuto con forza il valore di un popolo in grado di mostrarsi cosi' unito e dignitoso. Un popolo forte… ma che ha bisogno e merita di continuare ad essere ascoltato.
Certo, “l'orticello di casa nostra†fa più notizia, ma abbiamo il dovere di ricordarci quello che sta accadendo dall'altra parte del mondo e non possiamo abbassare la guardia e lasciare che anche stavolta il sostegno internazionale si fermi insieme al flusso di notizie.
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La stampa e la tv hanno messo da parte il giappone perché non si deve vedere che il nucleare fa adesso più danni del terremoto e dello tsunami.
La stampa e la tv di parte parlano d’altro nella speranza che ci si dimentichi di quanto accaduto, che ci si dimentichi che il nucleare quando fa la “Botta” crea disastri enormi che si ripercuotono nei secoli e nelle generazioni a venire.
non se ne parla più per interesse!
Ci sono interessi enormi dietro il nucleare, il cartello dell’uranio, e soprattutto gli appalti di cui qui in Italia pregustano di accaparrarseli i nostri cari, soliti, ladri, politici corrotti e i loro familiari.
Quindi silenzio, che si calmino le acque, e che ci si riprovi a fare le furbate tipiche del governo tra qualche mese!
NOTARE CHE IN GIAPPONE GLI IMMIGRATI PRATICAMENTE NON-CI-SONO ! ! !
E…INDOVINA UN PO’?
DISASTRO TSUNAMI, E NEMMENO UN ATTO DI SCIACALLAGGIO: IL MASSIMO DELLA CIVILTA’.
QUESTO SIGNIFICA AVERE UN POPOLO ETNICAMENTE E CULTURALMENTE OMOGENEO: AGISCE COME UNA FALANGE MACEDONE ANCHE NEI MOMENTI PIU’ TRAGICI.
(PER FARE UN PARAGONE BASTA RICORDARE CIO’ CHE AVVENNE NELLA BASTARDAMERICA, URAGANO KATRINA IN FLORIDA: ATTI DI SCIACALLAGGIO OVUNQUE, ALLA POLIZIA VENNE DATO L’ORDINE DI SPARARE A VISTA. PIU’ IMMIGRATI HAI, PIU’ DIVENTA ELEVATA LA PROBABILITA’ DI DICHIARARE LA LEGGE MARZIALE IN CASO DI CATASTROFE NATURALE)
http://www.sondaggibidimedia.com/2011/04/il-video-del-giorno-01-aprile-nonna.html
Il nucleare fa più danni del terremoto e dello tsunami???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????”
Spero che sia stato un pesce d’aprile, altrimenti ti devi vergognare.
Hanno avuto oltre 20.000 morti.
L’unico sisma tsunami di dimensioni analoghe (Indonesia 2004) ne fece 228.000….
Al di là del fatto che la campagna antinucleare del gruppo Repubblica-L’Espresso ha certamente a che vedere con gli interessi economici, peccato che quelli di De Benedetti siano nelle rinnovabili e non certo nel nucleare.
Il commento di frankie, oltre a palesare la sua infinita ignoranza (non ci sono immigrati in
giappone??? Informati prima di fare queste uscite!), fa riemergere un rigurgito
eugenetico tipico dei nazisti piu’ sfegatati.
A quando l’elogio dell’endogamia?