10 Aprile – di Ambrogio Crespi – Le cronache ci narrano di una certa freddezza tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi per una visione differente sulla riforma della forma di governo, tra presidenzialismo e semipresidenzialismo alla francese o alla tedesca.

Io non ci credo, semmai il problema è nel metodo, sono convinto che la Lega di Bossi non abbia nessun interesse a dotare lo Stato italiano di strumenti che lo rendano più efficiente e vicino ai cittadini. L'unico interesse è quello di imporre un federalismo che nessuno ha ancora capito bene.

Credo che il vero interesse sia quello di dividere il Paese e renderlo più "brutto" perchè questo facilita il disegno. E' stato Calderoli a promuovere la più “brutta” legge elettorale a cui si potesse pensare che lui stesso ha avuto l'onestà di definire "una porcata" ma a quali interessi risponde?

La Lega come del resto il Pd e più esplicitamente anche l'Idv di Di Pietro non vogliono le riforme, non vogliono rendere questo Paese migliore, comprensibile che non vogliano lasciare questo merito storico a Silvio Berlusconi, il quale se concluderà la sua parabola politica con le riforme che promette da quindici anni non sarà ricordato solo per il conflitto d'interesse.

Altro che freddezza con Gianfranco Fini credo che Berlusconi sia incazzato e preoccupato per la Lega di Bossi anche se non lo esplicita, e si capisce perchè.