21 apr. – di Ambrogio Crespi – L’avventura mia e di mio fratello è iniziata il 4 Novembre ed è finita il 12 Marzo, poco meno di quattro mesi, questo è il periodo nel quale abbiamo frequentato Fabio Caso e suo padre.
Il rapporto tra noi e i Caso si è chiuso il 12 Marzo in seguito ad una situazione insostenibile legata a mancati pagamenti, non rispetto degli impegni presi, disordine e caos ed è da quella data che nel tentativo di tutelarci abbiamo affidato tutta questa vicenda nelle mani di uno studio legale.
Abbiamo avuto più che una sensazione di essere stati vittime di una truffa che tra l’altro a coinvolto collaboratori e giornalisti.
Oggi dalla lettura delle agenzie abbiamo preso atto di uno scenario agghiacciante, al di là di qualsiasi pessimistica immaginazione.
Mi auguro che la famiglia Caso possa chiarire, spiegare, giustificare, motivare e uscire da questa vicenda in modo positivo.
Queste storie mi addolorano soprattutto quando coinvolgono persone innocenti come i figli, sarebbe sbagliato compiacersi, ma se considero l’imbroglio, il raggiro, gli inganni, i danni che il comportamento di queste persone hanno causato, non solo ovviamente a noi, ma a tanta gente che si è trovata per strada e ha sofferto, non posso che augurarmi che venga fatta giustizia e al più presto.