03 mag.  – di Ambrogio Crespi – Come fare a non rimanere stupefatti? Abbiamo assistito allo scontro nella direzione del PDL. Al centro la negazione del riconoscimento di una corrente/componente minoritaria, quella di Gianfranco Fini.
E’ stato votato un documento che ha messo al bando le correnti ritenute incompatibili con il “centralismo carismatico” di Berlusconi, è stata fatta rotolare la testa di Italo Bocchino per avere chiesto con troppa convinzione di manifestare idee e proposte diverse, senza mai mettere in discussione, governo, maggioranza e leader.
Immaginatevi oggi quando ho sentito che Ignazio La Russa, uno dei ordinatori del PDL e ministro della difesa ha annunciato la nascita de “LA NOSTRA DESTRA” , anche se si è raccomandato di non chiamarla corrente ma “polo culturale”.
La Nostra Destra nasce per ancorare i valori tradizionali della destra italiana che si riconosceva in Alleanza Nazionale. A tutti è apparsa come netta contrapposizione alla “corrente” di Fini definita troppo liberal.
Quindi, vediamo di capire, si nega la nascita della corrente di minoranza che fa capo a Fini e si fa nascere un “polo culturale” che fa capo alla maggioranza del partito e che si oppone a quella di Fini? Il festival dell’ipocrisia. Ho una proposta, domani i finiani potrebbero definirsi “polo culturale” e risolvere ogni diatriba interna e far tornare il sereno nella maggioranza e tappare la falla che sta portando gli elettori del PDL sempre di più verso la Lega, ma forse è troppo “liberal” .