12 mar. – di Antonio Creti -
Si va avanti a nervi tesi. Da ambo le parti. Il Pdl è ancora sotto la mazzata delle liste, delle carte bollate, dei veleni interni, messi da parte almeno fino alle elezioni. Il Pd decide di scendere in piazza in una manifestazione ad alto rischio (parlerà Di Pietro? E cosa dirà? E che diranno i radicali?) depotenziata dal rigetto da parte dei tribunali della lista Pdl a Roma, nonostante la leggina interpretativa. Perché le piazze si aprono ai manifestanti del centrosinistra e del popolo viola? Per difendere lo Stato di diritto calpestato da questo decreto legge interpretativo?
Si va avanti a nervi tesi. Da ambo le parti. Il Pdl è ancora sotto la mazzata delle liste, delle carte bollate, dei veleni interni, messi da parte almeno fino alle elezioni. Il Pd decide di scendere in piazza in una manifestazione ad alto rischio (parlerà Di Pietro? E cosa dirà? E che diranno i radicali?) depotenziata dal rigetto da parte dei tribunali della lista Pdl a Roma, nonostante la leggina interpretativa. Perché le piazze si aprono ai manifestanti del centrosinistra e del popolo viola? Per difendere lo Stato di diritto calpestato da questo decreto legge interpretativo?















