Di AMBROGIO CRESPI – Chissa' quanta volte vi sara' capitato di provare fastidio davanti alla televisione che non piegava i propri palinsesti dinnanzi a tragedie e disgrazie che travolgevano la nostra sensibilita'.
Avvenimenti drammatici che coinvolgevano migliaia di persone causati dalla natura matrigna o dalla stupidita'  dell'uomo; non cambiavano il ritmo della televisione estranea e cinica intenta a rispettare il palinsesto pubblicitario.
Quiz, telefilm insulsi e talk banali appaiono in quelle circostanze un'offesa alla nostra coscienza collettiva.
Oggi questa abitudine che impone la regola dello "spettacolo deve continuare" e che e' governata da "business to business" si e' interrotta con Italialand, infatti Crozza ha deciso di non andare in onda; non e' riuscito a ridere o deridere nessuno in una giornata come questa, dove l'alluvione a Genova come nel 1966 si e' portata via uomini, donne e bambini.
Questo è il miglior Crozza che abbia mai visto, e lo dico senza nessuna ironia, l'assenza esalta la presenza ,sottolinea la gravita' e la straordinarieta' di questa tragedia.
Una sola osservazione: non tutti i morti sono uguali e non tutti hanno la fortuna di avere un comico regionale che blocca il palinsesto a Roma, a Napoli, in Toscana, come nell' altro ponente della Liguria.
Sono almeno 2 settimane che muoiono persone, a loro aspetta un solo blocco, quello della memoria.