DI ROBERTO NICCHI – La crisi esisteva, esiste e, con ogni probabilita' non scomparira' a breve. Il passo indietro fatto da Berlusconi, che molti avevano pronosticato come foriero di un'imminente boccata di ossigeno per la nostra economia, non si e' rivelato tale.
La Germania e lo Spread continuano a metter paura ai mercati internazionali, anche se in maniera alterna continua a scendere e salire senza una certa motivazione. La presentazione della manovra correttiva del nuovo governo Monti aveva dato, nella serata di ieri, l'impressione di aver avuto effetto a livello internazionale, con lo Spread in discesa sotto i 380 punti. Passata la nottata, pero', eccolo risalire, seppur lievemente a quota 383.
Insomma, governo nuovo, problemi di ieri. E seppur la maggior parte dei politici si stringe attorno alle scelte del nuovo vertice tecnocrate, non cominciano a mancare le polemiche. La manovra "salva Italia" e' necessaria e comportera' dei sacrifici. Senza l'impegno di tutti la nostra economia non potra' mai migliorare. Questo, in poche parole, e' il succo del discorso tenuto ieri alla Camera dal Professor Mario Monti che, in modo paterno, ha fatto intendere di cercare di fare il massimo per consegnare ai giovani italiani un futuro migliore.
Un futuro migliore, pero', i giovani lo potranno avere solo ad una condizione. Avere un lavoro certo, che faccia aumentare il loro potere di acquisto e, di conseguenza, tornare a far girare l'economia nazionale. Cosa non molto probabile. Almeno stando alle ultime stime rese note dal Centro studi di Confcommercio secondo cui il Pil, nel 2012, segnera' un calo dello 0,6% e nello stesso anno i consumi diminuiranno dello 0,3%.
Unico barlume di speranza arriva da una parte del testo della manovra che, agli occhi dei meno attenti, nella giornata di ieri non aveva ricevuto la giusta attenzione. Infatti, almeno a parole, le imprese che assumeranno donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato avranno a loro disposizione un "bonus" . Ovvero, la possibilita' di dedurre 10.600 euro per ogni donna e giovane sotto i 35 anni assunto a tempo indeterminato. Una prospettiva che dovrebbe essere ancora piu' rosea per alcune regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) che potranno, invece, dedurre fino a 15.200 euro.
Questa, forse, potrebbe essere una delle poche novita' derivate dall'applicazione del nuovo testo. Probabilmente, pero', il tutto si perdera' in chiacchiere. Specialmente quelle relative all'equita', tema che si e' rivelato caro sia ai sindacati che alla Cei. Non meravigliamoci, quindi, se tutto non si ridurra' ad una semplice bagarre politica sul fatto che le imprese del meridione siano favorite a quelle del Nord "lavoratore". E in tutto questo, i giovani continuano a disperare.















