Di MONICA GASBARRI – Mentre sbattiamo la faccia contro i costi della manovra e ci prepariamo a sborsare molto piu' di quanto in realta' potremo prevedibilmente permetterci; mentre tiriamo la cinghia e restiamo perplessi di fronte alle lacrime (di coccodrillo?) del Ministro Fornero che annuncia con dispiacere di dover chiedere agli italiani ulteriori sacrifici, ecco che ci troviamo a  fare i conti con l'ennesimo spreco della politica, l'ennesimo incredibile lapsus o se vogliamo distrazione.

Stiamo parlando dell'asta per le frequenze tv, che se portata avanti con il metodo che prevede i prezzi al rialzo potrebbe fruttare molto bene allo stato. Di fatto pero',  il governo al riguardo conferma, la gara si svolgera' con il modello del beauty contest. Una soluzione che prevede di "regalare" le frequenze in questione a chi presenti le caratteristiche piu' idonee.

Il punto e': dall'asta delle frequenze tv si potrebbe far entrare nelle casse dello stato una cifra assai utile in questi tempi di approvazione di manovre. Se da questa vendita si fossero ricavati anche solo (si fa per dire ovviamente) 4 o 5 miliardi di euro, non si sarebbe potuto rimaneggiare la manovra "Salva Italia" che tanto affatichera' gli italiani? Non si potrebbero ad esempio utilizzare per garantire la difesa delle pensioni dall'inflazione che tanto ha crucciato il ministro Fornero?
Sulla faccenda delle frequenze tv sono in  molti ad essere d'accordo; la questione e' riuscita a mettere d'accordo persino Idv e Pd (che di questi tempi non vanno troppo d'accordo), ma anche Sel e Fli si sono schierati al riguardo.
Le frequenze tv devono essere vendute e la vendita deve essere fatta con criterio, perche' non si sperda un patrimonio utile per le casse della  "povera Italia".