Di VALERIA MENCARELLI – Ci volevano proprio i professori. Ce lo hanno detto dall'Europa, dal Quirinale, dal Parlamento, alla fine gli abbiamo dato retta e infatti eccolo li'. Il professor Monti che nella consueta conferenza stampa di fine anno (ma che di consueto stavolta non ha proprio nulla) ci spiega cosa va e cosa non va, cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare, con tanto di fogli srotolati, grafici, slide proiettate sul muro e anche la richiesta di un laser con cui indicare precisi punti della proiezione.
Un po' impacciato e molto piu' stanco di come lo avevamo lasciato, il premier ci guarda dritto in faccia e ci dice che il rendimento dei btp va su e giu' dalla notte dei tempi, che lo spread e' la differenza fra i titoli di stato italiani e i bund tedeschi, che per far correre l'Italia verso lo sviluppo bisogna prima rimetterla in sesto, che il peggio e' passato, ma forse no.
Alla fine ci da' anche il contentino che si da' ai bambini, dicendoci che stiamo facendo molto di piu' di quello che si aspettava, perche' un governo come il suo non dovrebbe nemmeno avere il consenso minimo, visti i sacrifici che chiede. E invece non solo il suo gradimento si allontana da quello zero che lui si attendeva, ma oltre alla comprensibile avversione ai provvedimenti deliberati, sente anche che noi italiani siamo stati in grado di capire che le misure erano necessarie a salvare l'Italia, che in qualche modo non possiamo farci nulla se non accettarlo.
Insomma alla fine se il professore ha fatto il professore e noi abbiamo fatto i cittadini, cosa ha fatto chi ha causato tutto questo?















