Di LUIGI ERBETTA – Le tragedie spesso danno la possibilita' agli uomini che ricoprono un ruolo di responsabilita' di diventare eroi semplicemente facendo in pieno il loro dovere. Ebbene, Francesco Schettino, durante il naufragio della nave di cui era al comando, causato da una manovra azzardata, da una imperdonabile leggerezza, ha assunto un comportamento tutt'altro che eroico, dimostrandosi codardo, disinteressato alla vita del proprio equipaggio e dei passeggeri, risultando, oltretutto, di intralcio ai soccorsi.
"Un Capitano non dovrebbe abbandonare mai la propria nave". Il primo dovere di un capitano, noto a tutti, anche a chi non vive per mare, richiamato piu' volte in letteratura e nei cinema, e' stato totalmente ignorato da Schettino che, giustamente, finito nel mirino dei magistrati del tribunale di Grosseto, rischia ora fino a 15 anni di reclusione.
Nella triste vicenda della Costa Concordia, il ruolo del Capitano Coraggioso e' stato interpretato dal commissario di bordo Manrico Giampietroni. Tornato sulla nave per assicurarsi che tutti i passeggeri fossero scesi dalla nave che stava affondando, ne ha aiutato tantissimi a mettersi in salvo. "Avevo delle responsabilita' verso i passeggeri" ha detto. Giampietroni, portato in salvo dai soccorritori dopo 36 ore passate nella nave, intrappolato e con una gamba fratturata, ha semplicemente fatto il suo dovere, cio' che Schettino non e' riuscito a fare.
La storia italiana ricorda un altro avvenimento simile. Nel 1956 l'Andrea Doria, dopo l'impatto con la nave Stockholm, affondo' al largo delle coste americane. Nell'impatto morirono 46 persone e le procedure di salvataggio dei passeggeri furono molto complicate. Ciononostante, grazie alla prontezza e alla competenza del Capitano Piero Calamai, tutti i passeggeri sopravvissuti all'impatto (oltre 1.200) furono portati in salvo. Calamai si rifiuto' di lasciare la nave, nonostante tutti i passeggeri presenti sull'imbarcazione fossero stati messi in salvo, e solo con l'uso della forza i soccorritori riuscirono a persuaderlo a mettersi in salvo.















