Di REDAZIONE – Caro viceministro Michel Martone,
siamo rimasti sbigottiti nel leggere le tue parole sulle principali agenzie nazionali. Hai etichettato come "sfigati" tutti coloro che a 28 anni non hanno ancora conseguito la laurea. Ma ci rendiamo conto?
Forse volevi farti conoscere dalla massa e hai pensato di usare parole d'impatto nella tua prima dichiarazione pubblica? Beh! Scelta non poteva essere piu' sbagliata. In queste parole traspare una mancanza di conoscenza delle condizioni in cui versa l'Universita' italiana e, cosa ancora piu' grave, della situazione in cui vivono gli studenti universitari.
Dirai, 'sono stato studente anche io, e mi sono laureato a 23 anni in legge e a 29 anni avevo gia' una cattedra'. Certo, ma non tutti gli studenti sono figli di un avvocato della Cassazione.
Dirai, 'sono stato studente anche io, e mi sono laureato a 23 anni in legge e a 29 anni avevo gia' una cattedra'. Certo, ma non tutti gli studenti sono figli di un avvocato della Cassazione.
Molti sono costretti a lavorare, spesso a nero, per poter pagare le rate universitarie. Molti sono studenti fuori sede, e oltre agli studi devono anche pagare l'affitto di una stanza in un appartamento, nella migliore delle ipotesi, o di un posto letto. La maggior parte di questi ragazzi, nell'andare a consultare le graduatorie per l'assegnazione delle borse di studio, accanto al loro nome leggono "idoneo non beneficiario". Forse sono loro i veri "sfigati".
Tu, caro viceministro, sei caduto nel classico errore di generalizzazione, un errore che chi ricopre un ruolo come il tuo non puo' commettere. Sei viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, quindi conosci bene le aspettative degli studenti universitari dopo la laurea. Spesso i giovani preferiscono mettersi in gioco e perseguire le loro passioni al di fuori di quelli che sono i corsi, esclusivamente teorici, delle facolta' italiane. Questo non puo' non rallentare il canonico percorso di studi. E che dire di quei ragazzi che, considerate le opportunita' occupazionali che il nostro Paese offre, preferiscono preservare il lavoro e togliere ore ai libri, piuttosto che ritrovarsi, magari a 25 anni, con un pezzo di carta tra le mani, ma zero prospettive.
Percio', caro viceministro, invece di etichettare, approfitta della tua posizione privilegiata e adoperati per migliorare la situazione del lavoro giovanile, per cui Mario Monti ti ha affidato la delega.















