Di REDAZIONE – Va bene informare, va bene rendere partecipe la gente di notizie dettagliate ma a tutto c'e' un limite. Ci sentiamo offesi come lettori e come giornalisti quando vediamo che colleghi violano le regole base dell'etica professionale, come quella che dovrebbe garantire la tutela dei minori.
L'articolo apparso sul "Il Fatto quotidiano" che tira in ballo il figlio minorenne  (e ci teniamo a sottolineare "minorenne") del sindaco di Roma, Gianni Alemanno , e' a dir poco scandaloso. La notizia a tutti i costi, mirata a fare "politica" e non informazione non ci piace. Cosi' come non ci piace che una "bravata" tra adolescenti venga interpretata con nomi e cognomi  – anche se il manuale del buon giornalista ci insegna il contrario – solo per fare un affondo a terzi.
Il figlio di Alemanno, all'epoca dei fatti giovanissimo, avrebbe assistito ad una rissa e viene sbattuto sulle pagine dei giornali in un periodo in cui, guarda caso, nella Capitale c'e' aria di campagna elettorale e cominciano a circolare i nomi degli aspiranti  al Campidoglio!
A tutto questo come redazione diciamo no.
No, aldila' dei personaggi coinvolti, degli schieramenti politici e del fatto.
No perche' non si fa e non si deve fare.
Persino quando un minorenne che si macchia di reati gravissimi viene arrestato la buona norma che tutela la sua giovane eta' vuole che la sua identita' rimanga celata. Ma poi, se parliamo del un figlio di un politico (magari di schieramento diverso rispetto al giornalista che scrive) ecco che le regole e l'etica vanno a farsi benedire.
Il nostro dissenso vogliamo, infine, esprimerlo ricordando cosa ci insegna – o dovrebbe insegnarci – la Convenzione di Treviso che tutti i colleghi dovrebbero conoscere:
"I giornalisti sono tenuti ad osservare tutte le disposizione penali, civili ed amministrative che regolano l'attivita' di informazione e di cronaca giudiziaria in materia di minori, in particolare di quelli coinvolti in procedimenti giudiziari; va garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalita' come autore, vittima o teste…."
Puo' bastare?