Di GIULIA SANTAMARIA – Eccoci qua, a sfogliare le pagine di un quotidiano o a cliccarne i link sul web, ad ascoltare il notiziario alla radio, ad incantarci davanti alle immagini del telegiornale. E passa un altro giorno in quest'Italia che sembra non avere solo un motivo per continuare a fare parlare di se'. La crisi, lo spread, l'inflazione, il mille proroghe…no, non sono queste le vere notizie. Sono solo il motore immobile da cui le notizie si generano.
E' notizia, delle ultime ore tra l'altro, lo stagista che si suicida dal 5° piano della sede del Sole 24 Ore, testata dove tanti di noi , volutamente mi ''metto in mezzo anch'io'', dove tanti di ''noi che sognamo'' di fare i giornalisti vorrebbero lavorare. Matteo non era depresso dicono gli amici, Matteo non era ancora laureato ma aveva meno di 28 anni dunque non era uno sfigato, caro Ministro Martone … Sicuramente era un ragazzo costretto a confrontarsi con porte che quasi sempre si chiudono, e a volte anche con forza, piuttosto che aprirsi, con un futuro senza pensione e un presente senza stipendio, con gli aumenti del costo della vita e gli scioperi di gente sempre piu' disperata che si farebbe ammazzare piuttosto che continuare a dover pensare ai problemi di ogni domani
Persino i pescatori , e non i mafiosi come qualcuno ha preferito liquidare, sentono di aver imbarcato troppa acqua e non vogliono essere costretti a fare gli ''Schettino'' della situazione. Basta con gli inchini perche' le belle figure contano piu' di ogni altra cosa , perche' apparire vale piu' di essere. Basta con il farsi andare bene tutto perche' non ci sono alternative.
Le alternative ci sono, la storia ci insegna che possiamo trovarle e che non per forza devono essere la catastrofica risultanza di pressioni talmente forti che degenerano in gesti inconsulti. Noi non siamo i vigliacchi e lo dico a Giampaolo Pansa , non siamo gli stupidi e lo dico all'esecutivo di questo Paese: siamo quelli che a fare la spesa ci vanno col portafoglio vuoto, siamo quelli che accettano lo stage non pagato perche' non vogliono abbandonare i sogni, siamo quelli che se devono lavorare 14 ore per portare avanti una famiglia vorrebbero almeno l'illusione di un futuro migliore per i propri figli…
E se e' vero che l'etica, e qua potrei citare Kant, e' l'unico margine di possibilita' che abbiamo per cercare di gestire i nostri comportamenti al meglio e' altrettanto vero che ormai sembra essere stata cancellata, l'etica, dall'hard disk delle nostre menti. Dov'e' finita l'etica del politico e se non la sua quella del sindacalista e se non la loro quella del giornalista?
Andando per gradi mi sento di poter lanciare un sasso e forse, spero, aprire uno squarcio per la riflessione sull'etica e la deontologia delle professioni a cominciare da quella del giornalista. Diventare giornalista e' sempre stato il mio sogno, non so se mai potra' dirsi realizzato, per questo pero' mi sono sentita toccata in prima persona dalla triste vicenda targata Sole 24 Ore. Ma chi e' il giornalista? Uno che vigilia sulle fonti del potere, che si guarda intorno a 360 gradi, che critica, polemizza, che cerca la verita'. La verita' non e' quella dei partiti, non e' quella delle associazioni, non e' quella di chi ti impone di scavare nella vita personale dei politici perche' questo si' che ''fa notizia''. Ancora di piu' se all'alba delle elezioni…
Se chi dovrebbe tutelarci mettendo a nostra disposizione un'informazione libera sulla base della quale riuscire a formulare il nostro pensiero e la nostra azione, non lo fa, e' chiaro che siamo al prologo di una storia dal finale poco sorprendente e soprattutto poco lieto: quantomeno per chi non tiene le fila del gioco ma come pedina si muove cieca arrancando per la mera sopravvivenza.
Allora al via con le domande su: dov'e' l'etica del sindacalista che lotta per i lavoratori, dov'e' l'etica del politico o meglio ancora del tecnico chiamato a fare il politico perche' piu' competente e in grado di risollevare un paese portato allo stremo? Non me ne voglia il premier Monti, non me ne voglia il suo entourage se accendo ancora un faro sul loro lato ombra e mi domando: dov'e' l'etica di un consulente della finanza internazionale pseudomassonica quando vara i decreti per la crescita? Dov'e' l'etica di un ministro che siede ancora comodamente su due poltrone?
''Scialla Monti'' direbbe un adolescente, peccato che ''Scialla Monti'' lo sta dicendo un paese in ginocchio che ancora non si spiega perche', se gia' il bizzarro Cavaliere e i paggi della sua corte sembravano la brace (dunque piu' di cosi' non si poteva bruciare) adesso che in campo sono scesi quelli che non fanno questo per mestiere ma al solo amor di popolo hanno prostrato il loro genio, la temperatura sembra essersi fatta quella di un altoforno.
Al peggio non c'e' mai fine o si stava meglio quando si stava peggio…la frasistica nazionalpopolare si spreca in questo contesto. Che dire, per ora, anche se non mi piace ripetermi sento di dire solo ''Scialla Monti, lascia stare…'' non lo sai come aiutare l'Italia a rialzarsi, ci penseremo da soli speriamo non con gesti insani che potrebbero compromettere inesorabilmente la nostra situazione. La mia esperienza giornalistica mi porterebbe a dire che proprio ''non stai sul pezzo''…