Di  VINCENZA FOCERI – Sanremo, gioie e dolori della musica italiana... Aspettate un attimo: musica? Perche' qualcuno di voi ha sentito parlare di musica ultimamente? Si', forse di sfuggita si e' accennato ai nomi dei big in gara (una lista che sempre piu' spesso si arricchisce di fuoriusciti da reality e talent show vari, se questa e' la musica italiana…) e dei giovani, nell'occhio del ciclone per la polemica sui limiti di eta' che ha rischiato per un attimo di non far partire l'intero carrozzone del Festival.
Ah, certo, poi si parla di musica perche' la conduzione e' affidata a un cantante che gioca a fare il presentatore e che forse ci riesce meglio di tanti esponenti di categoria… si parla di musica perche' si parla di lui, Adriano Celentano, un mito della canzone italiana e da qualche tempo non piu' solo di quella. Soffermiamoci un attimo proprio su questo aspetto, sulla sua partecipazione al Festival, un vero e proprio giallo; un giallo, come nella tradizione delle migliori kermesse, per tenere alta fino all'ultimo la tensione e aggiungere quel pizzico di sorpresa e di suspance a un sistema trito e ritrito e forse, perche' no, un po' in declino…
Partecipa o non partecipa? E se partecipa quanto lo pagheranno?
Certo in tempi di crisi economica, manovre lacrime e sangue, sacrifici chiesti a destra e a manca, se si tagliano gli stipendi i deputati possibile che non lo faccia Adriano Celentano? La verita' pero' e' che se ne parla schermandosi dietro l'ipocrisia del "non si puo' sborsare cosi' tanto per un'apparizione", per coprire il fatto che Adriano Celentano e' un personaggio scomodo, un onesto, uno che parla, uno che fa silenzio, uno che comunica e arriva alle persone, al pubblico.
La verita' e che la paura di quello che potrebbe dire spaventa piu' del peso degli euro che la Rai dovra' sborsare per lui (tutto devoluto in beneficenza, sia ben chiaro).
E se persino Morandi si deve mettere a parlare delle colpe della politica che paese e' mai questo? Non certo piu' quello di Papaveri e Papere cantato da Nilla Pizzi, forse piu' quello della terra dei Cachi intonata da Elio.
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