Di LUIGI CRESPI - Come dare torto a Monti quando pensa che operazioni come quelle delle Olimpiadi sono state occasioni di ruberie e che, a partire dai mondiali del ’90, noi italiani non abbiamo saputo mai sfruttare eventi di questa natura?

La questione quindi si riduce a questo: visto che in Italia le cose sono sempre andate male, noi non facciamo più niente. Niente che non siano tagli o aumenti; niente che non sia usare la ricchezza degli italiani per pagare i debiti generati dalle banche e dal sistema finanziario in genere, sistema di cui questo governo è la massima espressione.

Nessuno sviluppo, nessun progetto, tutto deve essere mirato alla restrizione dei soldi agli amici di Monti; porta in faccia a Roma, ad Alemmanno, a Pescante e Petrucci, ma anche a tutti gli sportivi, uomini di spettacolo, gli artisti che hanno chiesto a Monti di firmare; porta in faccia anche a Gianni Letta e al Parlamento italiano e soprattutto ai romani e a tutti gli italiani.

L’unica che gioisce oggi è la signora Merkel che sappiamo essere grande sostenitrice della candidatura turca e ne intuiamo le ragioni. Meno chiare le ragioni che portano il premier Monti a sostenere anche questa volta le tesi tedesche che non paiono lungimiranti e non votate agli interessi né dell’Europa né tantomeno degli stati sovrani.

Forse è vero che Monti è riconoscente verso chi lo ha scelto! La bocciatura di Roma olimpica può essere la prima vera grande gaffe di questo governo di non eletti sostenuto da un parlamento di nominati.

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