Di LUIGI CRESPI – La cosa più divertente è stato Twitter, vera novità di quest’anno: migliaia di messaggi, una comunità variopinta, impietosa e divertente che con battute a raffica su Gianni Morandi e Celentano ha dato un indice di gradimento online potente e divertente.
La rete ha anche anticipato di circa venti minuti il nome della vincitrice. Emma ha raccolto un certo consenso, anche se su Twitter il tifo era per Arisa. Comunque si è misurata una certa soddisfazione per l’uscita della Bertè e D’Alessio e di insofferenza nella fase finale quando era evidente che il brodo veniva allungato oltre misura. L’orientamento generare mi è sembrato vagamente sinistrese anche perché pare che prendano voce più volentieri i polemici fino a fare diventare il social del momento una specie di ufficio reclami che a un certo punto rischia di annoiare.

Il festival è andato bene: se ne va Mazzi, ma in realtà dovrebbe andarsene Mazza che però si è subito allineato alla signora Lei e nascosto dietro il commissario Marano e questo lo salverà.

E Celentano, c’è rimasto male perché appena è ritornato sulla furiosa polemica, chiosando su quello che avrebbe detto e quello che tutti avrebbero capito, si è beccato una bordata di fischi: esperienza nuova per lui. Se Celentano è libero di dire quello che gli pare deve avere la serenità di beccarsi sia gli applausi che i fischi, senza che la moglie Claudia Mori si inventi agguati e complotti della democrazia. La differenza è che per fischiarlo all’Ariston il pubblico ha pagato, mente lui per salire su quel palco è stato pagato.

Credo che i fischi di Celentano e i fiaschi di Morandi abbiano chiuso un’epoca sottolineata da un podio tutto femminile e tutto sotto i trent’anni: è un segnale forte che la dice lunga sui gusti del pubblico e sui suoi cambiamenti.

La vera regina del festival non è Emma, che ha vinto Sanremo, ma Belen che è apparsa per sostituire la “panca” e ha lasciato un segno con la sua farfallina smutandata che ha fatto impazzire gli italiani. Che per un giorno hanno archiviato l’austero lodem di Monti che con il “legno” Fornero ha invaso anche il festival. Quando la ministra piangente ha detto di non approvare il gesto di Belen mi ha fatto venire in mente “Bocca di rosa” di Faber: “Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto”. Naturalmente al seguito Bersani (non quello in gara) che ha parlato di modelli femminili.

Sono solo canzonette, inserite in un contesto lento e barocco e anche fuori dal tempo, ma sono 62 anni che questo rito si ripete noiosamente in una tempesta di inutili polemiche.

Ma guai a chi ce lo tocca!!!

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